Submitted by a.graziano on Ven, 03/16/2018 - 16:41


ELIS ha sempre operato per costruire un ponte tra l’istruzione e il mercato del lavoro.

Abbiamo incontrato per l’Alternanza Scuola-Lavoro Daniela Grimolizzi e Federica Maltese, che lavorano ad Alleanza per l’Alternanza insieme a Rosanna Bibbò, Valeria Buccilli, Carlotta Di Gaspero, sui progetti che le aziende del Consorzio realizzano in ambito di Alternanza.

Parlando con loro, e dati alla mano, abbiamo capito quanto i dieci anni di impegno di ELIS abbiano dato i loro frutti. Il team che abbiamo incontrato custodisce questi frutti e ne coltiva altri. Non a caso abbiamo potuto saggiare le testimonianze delle collaborazioni con aziende del calibro di Bnl e Terna, solo per fare un paio di esempi.

Com’è nato Alleanza per l’Alternanza?

«ELIS lavora al progetto sin dal 2008. In quell’anno, nell’ambito di un semestre capitanato da Enel, è stato lanciato il progetto NSI (Network Scuole-Impresa) con lo scopo di avvicinare scuole e aziende per dare agli studenti la possibilità di interfacciarsi con il mondo professionale.

Nei dieci anni di attività sul campo abbiamo creato un network di circa 400 scuole distribuite su tutto il territorio italiano. Poi, con l’avvento della Riforma de La Buona Scuola, durante il semestre di presidenza Terna del 2016, il progetto NSI è confluito nel programma Alleanza per l’Alternanza, modellato sulle specifiche della legge.

Da quel momento abbiamo continuato a lavorare a un modello che potesse ridurre sempre di più il divario tra le due realtà, attraverso progetti di qualità e tenendo in considerazione le necessità di studenti, famiglie, insegnanti e aziende. Da quando la legge è entrata in vigore abbiamo coinvolto circa 200 aziende e 25 istituti scolastici per oltre 7000 studenti. Il tutto seguendo un preciso modello, che regge su 3 pilastri».

 

Quali sono precisamente i 3 pilastri?

«Il primo è l’Adozione della Scuola. Le aziende identificano le tipologie di scuole che si avvicinano più possibile al core business dell’impresa. In questa prima fase il ruolo di ELIS è di affiancamento all’azienda nell’individuazione degli istituti e di supporto per gli adempimenti ministeriali.

Il secondo pilastro, il vero cuore dell’Alternanza, è il Dialogo tra Azienda e Scuola. ELIS non si limita a mettere in contatto le due realtà, ma le accompagna per tutto il progetto. Per svolgere al meglio questa parte del viaggio abbiamo costituito due percorsi paralleli basati sulla formazione delle figure che affiancheranno i ragazzi nell’Alternanza. Da una parte i tutor scolastici, dall’altra i tutor aziendali, da noi chiamati maestri di mestiere. I primi vengono formati sulla valutazione dell’acquisizione di competenze, i secondi vengono introdotti agli strumenti per progettare interventi formativi, alla gestione di una classe e al rapporto con i millenials. I due percorsi viaggiano di pari passo, fino a confluire negli incontri di co-progettazione che si svolgono in ELIS.

Infine, si passa all’Esperienza, l’incontro tra azienda e studenti. È il momento in cui la società illustra il tipo di lavoro che svolge e in avvengono le visite presso le sedi aziendali. I maestri di mestiere effettuano una serie di incontri presentando l’iniziativa alla quale gli studenti lavoreranno, fornendo informazioni sulle competenze tecniche che potranno acquisire e ciò che all’atto pratico troveranno davanti a sé».

 

Quindi ne beneficiano sia studenti, che aziende?

«Per quanto riguarda gli studenti, sicuramente l’acquisizione di soft skill spendibili nel mondo del lavoro è fondamentale. La trasversalità delle competenze acquisite risulterà utile in più occasioni. Grazie all’Alternanza hanno la possibilità di fare un’esperienza ancor prima di proporsi sul mercato e questo rappresenta un’importante crescita personale. Comunque a guadagnarci non sono solo gli studenti: i professori allargano la visione con cui valutano lo studente, mentre le aziende hanno modo di far crescere i propri dipendenti attraverso l’esperienza. Il tutto in un’ottica di dialogo. Da quando la legge è entrata in vigore abbiamo formato in aula 167 docenti scolastici e 57 maestri di mestiere, facendoli poi incontrare faccia a faccia, e nei dieci anni di attività nel campo abbiamo creato un network di 400 scuole».

 

Si può quindi affermare che ELIS abbia anticipato il Miur?

«Il nostro modello incarna le indicazioni ministeriali, in quanto la finalità della legge è quella di avvicinare scuole e aziende. Sicuramente una peculiarità del nostro modello è la formazione per i docenti e per i dipendenti dell’azienda, ma comunque in questo senso noi lavoriamo al servizio del Miur, con il quale abbiamo collaborato sin da subito. Il nostro obiettivo è quello di utilizzare il nostro Consorzio per contribuire alle direttive e per creare un modello che porti i ragazzi a orientarsi con più consapevolezza al mercato del lavoro».

 

Giunti al termine di quest’intervista, oltre a ringraziare Daniela e Federica, non possiamo non constatare come l’Alleanza per l’Alternanza metta in pratica il concetto di network, che è parte del dna di ELIS. Lo stesso per il capo saldo di ELIS, il ruolo sociale al servizio della collettività, diretto a uno degli aspetti importanti della società: l’istruzione. L’Alternanza permettere di compiere un ulteriore passo in avanti nella formazione delle nuove generazioni.

Saper fare, oltre a sapere.

https://progetto-alternanza.elis.org/