Mercoledì, 4 Ottobre 2017
Roma Scuola Professionale Elis

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Una pedana in un campo di calcetto. Tre bandiere: quella italiana, quella europea e quella ELIS. Un’asta con un microfono. Sullo sfondo, dietro la rete metallica segnata dai palloni, giovani provenienti dai 5 angoli del mondo, impegnati a trasformare materiale di scarto in tavoli da lavoro. E’ stato questo lo scenario che ha fatto da cornice all’inaugurazione di Barbiana al Tiburtino, un luogo in cui il valore del tempo viene raccontato ai ragazzi del quartiere come un’opportunità per togliere dall’ombra i propri talenti nascosti.

 

Quando suona la campanella – ha spiegato Pierluigi Bartolomei, direttore del Centro di Formazione Professionale e Responsabile di Barbiana – molti di loro vanno incontro alla noia, qualcuno alla rabbia, c’è chi torna in una casa vuota e chi non torna a casa per niente. Il senso del nostro progetto è impiegare in modo costruttivo il tempo, con attività varie: dallo sport alla cittadinanza attiva, dall’arte alla musica”. 

 

Nel ricco programma messo a punto grazie alle tante disponibilità di aziende e persone che in modo volontario si sono messe al servizio, ci sarà anche un orto didattico, i cui prodotti saranno donati alle famiglie in difficoltà del quartiere, uno sportello-salute, con visite mediche gratuite e una serie di laboratori per il mantenimento e la cura delle case dei dintorni. 

 

In platea, seduti sulle sedie di legno prese in prestito dalle aule, dirigenti e imprenditori che in diversi modi hanno aderito a questo progetto sociale e hanno dato il proprio contributo perché viva nel tempo. Come Enel, che nei ragazzi di Barbiana ha trovato una forma diversa ma non meno potente di energiasu cui investire, o Bricofer che allestirà un laboratorio tecnico e accompagnerà i ragazzi nella manutenzione delle zone più disagiate della città. 

 

Un cortocircuito, quello tra grandi aziende e attività sociali, che ELIS innesca in ognuna delle sue attività, cercando di creare un ponte tra grandi e piccoli, tra vicini e lontani, tra speranze e progetti concreti, rivolgendosi prima di tutto a luoghi e contesti difficili. “Una periferia che diventa centro attraverso la componente umana e sociale, nel segno dell’invito che Papa Francesco ha rivolto a tutti noi” ha detto don Carlo De Marchi, Vicario dell'Opus Dei per l'Italia centro-meridionale. “Quella periferia – ha aggiunto – che non è soltanto un luogo fisico ai margini di una città, ma anche una condizione interiore che non deve essere ignorata”.

 

Instancabile, come suo solito, Pierluigi Bartolomei ha poi guidato il tour dei presenti negli spazi dedicati a Barbiana. Murales dai colori vivi e dal linguaggio visivo suburbano, con un messaggio centrale: learn to fly. Spazio anche allo sport, con il campione olimpico Pino Maddaloni alle prese con una serie di dimostrazioni live di judo, gomito a gomito con i ragazzi della scuola. La Fijlkam – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali – avrà un ruolo da protagonista nelle aule di Barbiana. “Questo progetto è una sfida – ha detto Pierluigi Celli, già Direttore Generale della Rai – e a differenza di molte cose annunciate, la vera storia di Barbiana al Tiburtino si scriverà nei prossimi mesi attraverso l’esperienza delle persone che ne faranno parte”.

 

Rivediamoci tra un anno e vi racconteremo tante nuove storie.