Martedì, 13 Febbraio 2018
Betlemme

Una Breast Unit è un centro dove si fornisce assistenza specializzata alla donne che soffrono di tumore al seno. Dalla diagnosi alla riabilitazione passando dalla cura, mette al servizio delle pazienti tutte le competenze necessarie ad affrontare la malattia. 

In Italia, quasi ogni città ha la sua Breast Unit, mentre ci sono Paesi, come la Palestina, che non ne ha nemmeno una. Ciò rende impossibili cure e prevenzione in loco e le donne per il trattamento devono andare all’estero, con tutti i costi e i disagi che questo comporta. 

Oggi l’ONG ELIS, in stretto contatto con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il Ministero della Salute Palestinese e in partnership con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, sta lavorando per costruire, a Betlemme, la prima unità senologica del Paese conforme agli standard europei.

I lavori sono cominciati e ci vorranno almeno altri due anni per  la completa realizzazione. Ma dei passi sono già stati compiuti: uno e' stato la fornitura di moderne apparecchiature diagnostiche ed un altro passo significativo  è il convegno che sta avendo luogo proprio in queste ore che riunisce - sul tema del tumore al seno - medici ed esperti italiani (in buona parte dall’Università Campus Bio-Medico) con le loro controparti palestinesi. 

È un passo importante: infatti la battaglia contro il tumore al seno non si combatte solo nelle corsie dell’ospedale e nelle strutture sanitarie, ma anche su altri terreni, spesso altrettanto ostici. Uno fra tutti è lo stigma sociale che affligge le famiglie delle donne colpite da questa malattia. Un altro, lo abbiamo appena citato, è la fuga verso Paesi dotati delle strutture necessarie, impresa non sempre sostenibile da tutti. Per questo la sensibilizzazione e la formazione, portata avanti da iniziative come questa, rappresentano un concreto aiuto. 

Qualcuno potrà dire che “è solo una goccia nel mare”, ma questa sfida rappresenta la prima pietra di un progetto più ampio: basato non solo sull’acquisizione di nuovi macchinari, ma - in linea con la missione di ELIS - sulla formazione

Da questa goccia, sono diversi i frutti che si potranno cogliere in futuro: da una popolazione più consapevole (e meno esposta ai giudizi) alla formazione di nuovo personale specializzato, dall’aiuto concreto alle donne malate alla creazione di un luogo dove, grazie alla ricerca, potranno incontrarsi - nella persona degli specialisti che ci lavoreranno - le diverse culture che oggi convivono nella zona. 

È una goccia nel mare, ma noi ci crediamo.

Guarda qui il programma del convegno