Imprese, scuole e università

unite per favorire l’occupazione dei giovani e la rivoluzione digitale

7 Aprile 2016 - Centro ELIS

Foto gallery


TEMI DELLA GIORNATA

Be Digital: risultati dei progetti di innovazione tecnologica;

Legge "La Buona Scuola": proposte 2017 per il sistema alternanza scuola-lavoro;

Visione ELIS 2040: presentazione dei risultati delle interviste agli intellettuali, imprenditori e manager per delineare le prossime iniziative a favore dei giovani e del Paese.

 

 

 

RASSEGNA STAMPA: Il Sole 24 ore Nòva -  Ansa - TGcom24Corriere delle Comunicazioni (Be Digital) - Il Tempo - Libero QuotidianoCorriere delle Comunicazioni (Vision ELIS 2040) - Corriere delle Comunicazioni (Be digital) - Avvenire - Mobilità Rinnovabili - Abitare A Roma - Bit Mat - Il meteo.it - Electric motor news - Data Manager Online

Gli interventi dei partecipanti

Legge "LA BUONA SCUOLA": proposte 2017 per il sistema alternanza scuola-lavoro

Giovedì 7 aprile, presso l'aula magna del Centro ELIS si è tenuto l'incontro "Imprese, Scuole e Università unite per favorire l'occupazione dei giovani e la rivoluzione digitale", che ha visto le istituzioni, i rappresentanti del mondo aziendale e i presidi degli istituti superiori confrontarsi sulla legge 107/2015 che prevede l’attuazione del “sistema duale” in Italia. Il sistema introdotto dal Governo che mira a contrastare l’abbandono scolastico e a favorire la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro.

È intervenuto Gabriele Toccafondi, Sottosegretario di Stato del MIUR con delega all'Istruzione tecnica e professionale, il quale ha dichiarato: 

"A scuola si diventa adulti, si diventa maturi, si forma una coscienza critica, insomma si cresce e si diventa uomini. Le scuole sono o dovrebbero essere i migliori incubatori delle idee di questo Paese. Sono invece, oggettivamente, le tombe delle vocazioni dei nostri ragazzi. Voi del mondo del lavoro, continuate a dire e ribadire che i ragazzi non hanno le competenze, sono deboli sulle competenze. Se abbiamo due milioni di neet (coloro che aspettano non si sa bene cosa), che sono il frutto più drammatico di questo momento, è colpa della scuola. La scoperta di cosa si potrebbe fare da grandi si capisce nella scuola ed è fondamentale, solo che finora è stata messa sempre all’ultimo posto. Siamo ripartiti dal fatto che la scelta del percorso scolastico è principalmente vocazione per i ragazzi e abbiamo iniziato a pensare a nuove forme di aiuto ai ragazzi per far scoprire loro le capacità, le potenzialità e i loro talenti. L'alternanza prevista nella legge Buona Scuola deve essere tradotta in "far fare esperienza ai ragazzi". Per scoprire il proprio talento e la propria vocazione è necessario uscire dalla scuola e dalla classe, entrare in azienda, stare con un capo reparto e con un artigiano e scoprire che quello che abbiamo studiato in teoria per quattro anni sui libri ha un senso. È una scoperta di sé. Il ragazzo torna a scuola e quella scoperta di sé fa gettare una luce un po’ diversa anche sulle materie più ostiche. Perché questa è l’esperienza che i ragazzi fanno con il tema dell’alternanza. È una scoperta di un’utilità di quegli anni di scuola, questo vogliamo fare. Come l’abbiamo tradotto? Con l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria"

ELIS e Terna hanno riunito un’alleanza tra le imprese e durante l'incontro hanno annunciato il loro impegno concreto per l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro (Sistema Duale). Tra le aziende che si sono impegnate ad offrire ai giovani l'opportunità di lavorare prima della conclusione degli studi, compaiono: Autogrill, MPS, Benetton, Terna e Nissan.

Durante l’iniziativa sono intervenuti gli amministratori delegati di Enel e Terna, Francesco Starace e Matteo Del Fante, rispettivamente presidente uscente ed entrante del semestre di presidenza del Consorzio ELIS (www.elis.org/consel).

Francesco Starace, AD di Enel ha affermato:

"È stata una grande avventura questa del semestre. L’attività iniziata in questo semestre digitale non finisce ma continua. Le iniziative che abbiamo messo in campo sono molto molto interessanti e andranno avanti per un altro anno. Il nuovo semestre di Terna ci porterà tante novità. Siamo molto contenti dell’idea di questa accoppiata scuola-lavoro su cui ELIS è all’avanguardia. Saremo parte entusiasta di questo programma"

Matteo Del Fante, AD di Terna ha dichiarato:

“Sul tema dell'alternanza scuola-lavoro il nostro impegno andrà oltre i mesi del semestre di presidenza del Consorzio ELIS. Ciascuna azienda deve dare un segnale chiaro e interpretare l’alternanza scuola-lavoro dando una risposta concreta. I numeri che il Governo ha in mente per l’alternanza scuola-lavoro sono impressionanti e se ciascuna azienda, seguendo un parametro rispetto al numero di dipendenti, non prende un impegno concreto, questo numero rimarrà irraggiungibile. Noi come Terna stiamo già prendendo impegni con ELIS e siamo disponibili a vedere altre iniziative specifiche perché la declinazione scuola-lavoro deve essere fantasiosa. ELIS prevede tutta una serie di iniziative che noi supportiamo e speriamo che tutte le aziende che gravitano intorno al mondo ELIS decidano di portarle avanti con noi"

L’alleanza tra imprese a favore dei giovani, che si inserisce nell’ambito del semestre di presidenza Terna del Consorzio ELIS, si propone di aiutare i giovani a scoprire e sviluppare i propri talenti, facilitando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro così da contrastare la piaga della disoccupazione giovanile e lo mismatch (la sproporzione) tra le competenze acquisite dai giovani nel sistema di istruzione e quelle richieste dal mercato del lavoro. L’Italia, infatti, secondo gli ultimi dati OCSE ha il primato della mancata corrispondenza tra le qualifiche e il lavoro svolto. Si stima che se l’Italia riuscisse a ridurre tale incongruenza, la produttività aumenterebbe del 10%.

È intervenuto Bruno Mattucci, Amministratore Delegato Nissan Italia, il quale ha consegnato al Centro ELIS le chiavi dell'auto 100% elettrica. La collaborazione tra Nissan ed ELIS ha l’obiettivo di dare un contributo allo sviluppo sostenibile del sistema Paese, tramite il coinvolgimento degli studenti e dei neolaureati sulle tematiche delle tecnologie del futuro a zero emissioni, sicure e connesse. In particolare la consegna della LEAF 100% elettrica consentirà a ELIS di sperimentare l’utilizzo della mobilità a zero emissioni per lo sviluppo di un progetto studio “Digital revolution through ELIS” che dovrà essere realizzato dai giovani a favore della comunicazione della sostenibilità ambientale sulle nuove piattaforme digitali e sociali.

Bruno Mattucci:

“Sono molto orgoglioso di avvicinare le future generazioni allo studio delle nuove forme di comunicazione che meglio si adeguino alla promozione e diffusione della mobilità del futuro. Sono convinto che la strada verso il futuro passi per la rivoluzione digitale, così come nella tecnologia a bordo delle nostre auto così anche nei mezzi di comunicazione sempre più innovativi e connessi"


VISIONE ELIS 2040

È seguita la presentazione dei risultati dell’indagine "Visione ELIS 2040" a cui hanno partecipato intellettuali, imprenditori e manager. Ha presentato quanto emerso dalle interviste Andrea Granelli, fondatore Kanso: 

"Conosco il Centro ELIS da molto tempo e sono molto contento di dare un piccolo contributo, insieme ad altri esperti ed imprenditori. Il mio lavoro è stato anche quello di trovare un equilibrio tra le diverse idee emerse dalle interviste. Un richiamo veloce a quelli che sono i tre pilastri del Centro ELIS: il primo è certamente l’eccellenza, il secondo è la dedizione e il senso di responsabilità, il terzo è una meritocrazia non escludente: si punta ai migliori ma si cerca sempre di tenere dentro tutti Cosa è emerso dai suggerimenti? Il primo messaggio è che va certamente mantenuto e rafforzato il focus sui mestieri e sulle professionalità concrete. Il focus sulle professioni, dando dignità anche alle professioni tecniche, viene fatto con uno sguardo alla modernità, portando dentro il tema del digitale. Il focus sulle professione deve essere, sempre secondo i suggerimenti dati, rafforzato con due elementi: una maggiore digitalizzazione anche delle professioni antiche e l’introduzione di un mindset manageriale. Il secondo punto emerso è l’apertura al fenomeno dei migranti. I Paesi che sapranno trasformare questo dramma in valore, tolleranza ed economia sicuramente vinceranno. Il terzo punto è avere una visione nazionale e non fortemente radicata in un determinato territorio. Questi tre messaggi vanno naturalmente integrati con quanto avviene nel mondo".

Giorgio Vittadini, Fondazione per la sussidiarietà:

"Quando ho incontrato ELIS, mi sono chiesto cosa c'entrassero un Papa e un Santo con tutte queste attività. Perché la spiegazione etica che loro volevano il lavoro a prescindere dal metodo, non mi ha mai convinto. Allora riprendo il termine soft skills, elencando cosa sono tecnicamente: controllo di se, intraprendenza, diligenza, professionalità, resilienza, curiosità, gusto La mia domanda quando ho incontrato ELIS è stata cosa c’entra un Papa e un Santo con tutte queste attività. Perché la spiegazione etica che loro volevano il lavoro a prescindere dal metodo, non mi ha mai convinto. Allora riprendo il termine soft skills, elencando cosa sono tecnicamente: controllo di se, intraprendenza, diligenza, professionalità, resilienza, curiosità, gusto. Devo dire, ad onore di Heckman che li ha studiati, che non li chiama più soft skills o non cognitive skills. Nel suo ultimo libro, e qui ci colleghiamo al Santo e al Papa, li ha chiamati character. Perché si è reso conto che queste cose distinte sono il carattere, la personalità. La specificità di ELIS, che nasce 50 anni prima di quanto arrivano gli studiosi perché i geni e i Santi arrivano sempre prima, è che ha capito che il vero problema della formazione e dell’istruzione professionale è che bisogna parlare a persone che di solito sono scomposte. Quindi o si educa un carattere come ha fatto Don Bosco 150 anni fa, e come oggi si fa anche nella formazione manageriale, oppure tu puoi anche dargli delle nozioni nel modo migliore, ma non ne incontri uno, perché questo deve essere appassionato, deve avere un gusto. Da questo punto di vista queste scuole sono impressionanti, perché recuperano gente che è al di fuori del mondo sociale, in molti casi, e non solo le recuperano ma gli danno il gusto di lavorare, di produrre e di riscoprire quel mestiere che è fatto del cervello e delle mani. Sartre disse “dobbiamo liberarci delle nostre mani”, l’Italia e l’uomo deve riprendere le mani perché deve collegare il cervello alle mani, ma per collegarlo devi dare ad una persona il gusto del vivere. Come diceva Saint-Exupéry per costruire una nave non devi mettere a posto le cose tecniche devi insegnare cos’è l’infinito. E qui si è insegnato l’infinito nelle cose di 50 anni fa e oggi nelle cose più tecniche perché l’infinito si può trovare lì dentro. E allora qui è il nesso tra il Santo, il Papa, il lavoro, la formazione, in un modo assolutamente laico, che va ben al di là del mondo cattolico. L’educazione, come diceva don Giussani, è l’introduzione alla realtà, ad una persona, questo è quello che avviene in ELIS. Questo supera anche quella divisione stantia tra umanesimo e tecnica, perché anche il più grande e particolare strumento tecnico ha dietro un uomo che l’ha generato, lo usa e ha uno scopo”

Federico Butera, Fondazione Irso:

“C’è una dimensione di competenze distintive che voi avete accumulato in questi 50 anni da cui bisogna partire, non per guardare indietro ma per guardare avanti. Guardare avanti vuol dire riuscire a reinventare i mestieri e le professionali, è facile dirlo ma è molto difficile farlo. Reinventare il modo in cui la formazione dei mestieri e delle professioni avvenga non solo in aula ma attraverso una serie di esperienze nei luoghi concreti di lavoro”