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Inaugurata la nuova Cappella del Santissimo

San Josemaría, fondatore dell’Opus Dei e ispiratore dell’ELIS, amava dire che dal tabernacolo si sprigiona l’energia per svolgere con amore e passione il lavoro quotidiano.

È stata inaugurata la nuova Cappella del Santissimo del Centro ELIS. Il progetto architettonico è stato realizzato dall’Ufficio Tecnico ELIS e gli arredi sono stati progettati e realizzati dalla Scuola di Arte Sacra di Firenze.

Durante la cerimonia di benedizione delle immagini sacre e del crocifisso che compongono la pala d’altare, don Matteo Fabbri, Vicario dell’Opus Dei per il Centro-Sud Italia, ha commentato: “La Sua Croce è piantata proprio al centro dell’Innovation Hub, luogo nel quale molti giovani professionisti svolgono il proprio lavoro con inventiva e passione, a servizio di tante nuove iniziative a favore della società intera. Nel bel mezzo di questa realtà lavorativa, è presente il Signore“.

La Scuola di Arte Sacra di Firenze è nata nel 2012 per promuovere la creatività nell’arte e nell’artigianato artistico. “La capacità di miscelare la produzione artistica con competenze di tipo teologico e liturgico, ci permette di essere conoscitori del sacro e interlocutori affidabili”, ha dichiarato Lucia Tanti, Direttrice della Scuola. “Il progetto per ELIS ha visto per la prima volta collaborare tutte e tre le botteghe della scuola: scultura, oreficeria e pittura”.

Le opere

Tra le opere degli artisti della Scuola di Firenze che hanno trovato posto nella Cappella di ELIS anche il tabernacolo, realizzato dal maestro orafo Francesco Paganini. “Le linee classiche sono stata interpretate con uno stile moderno coerente con il resto della Cappella. Abbiamo scelto come simbologia quella del pellicano eucaristico che, secondo la tradizione, apre una ferita nel proprio costato per nutrire i pulcini con il sangue che ne sgorga”.

Il Crocifisso, modellato in creta e riprodotto in resina e fibra di vetro, è opera del maestro scultore Fernando Cidoncha, che si è ispirato alla tenerezza della figura del Cristo crocifisso di Diego Velázquez: “Il Crocifisso è stato sempre un mio sogno e obiettivo artistico. Per questo sono grato ad ELIS per avermi affidato questa commissione”.

Infine, il Dipinto dei dolenti, realizzato da Sofia Novelli, assistente della cattedra di pittura, con l’assistenza di Barbara Bartolomei, ex studentessa della scuola. La scena è ambientata sul Colle Aventino come Calvario da cui si scorge la Basilica di San Pietro. Novelli ha commentato: “Trovandoci a lavorare insieme con gli altri maestri di bottega abbiamo avuto l’idea di unire il lavoro in un’unica pala d’altare polimaterica, con lo sfondo di Roma, che è la città dove si trova ELIS. Stiamo per ultimare anche un dipinto per la parete di fronte alla pala d’altare, che rappresenterà San Josemaría con alcuni allievi nel luogo dove svolgono il proprio studio e lavoro quotidiano”.

San Josemaría e l’ELIS

San Josemaría, fondatore dell’Opus Dei e promotore negli anni sessanta del secolo scorso della realizzazione del Centro ELIS, amava paragonare ELIS a un reattore nucleare, in cui il tabernacolo e la presenza eucaristica sono il nocciolo da cui si sprigiona l’energia necessaria per svolgere con amore e passione il lavoro quotidiano.

“Ho conosciuto San Josemaría nel 1968. Tra le primissime cose che mi ha insegnato ricordo l’amore all’Eucarestia”, racconta Raffaele Nappi, Responsabile Servizio Formazione ELIS. “Ci diceva che dovevamo essere uomini e donne d’Eucarestia, perché l’Eucarestia ci dà la forza per vivere la nostra vita santificandoci nel lavoro quotidiano”.

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