prova
Home | Lavoro | Giovani e lavoro: 4 caratteristiche che la formazione deve avere

20 Luglio 2021

Giovani e lavoro: 4 caratteristiche che la formazione deve avere

di Pietro Cum

Il ruolo della formazione professionale è quello di presidiare quel segmento che collega il percorso educativo standard con il mercato del lavoro. Questo significa individuare con le aziende le figure professionali più ricercate, accendere nei giovani l’entusiasmo, riscoprendo i loro talenti, e costruire percorsi formativi incentrati non sulle nozioni, ma sull’incontro e sull’esperienza.

In ELIS, da questo punto di vista, abbiamo un osservatorio privilegiato, perché siamo contemporaneamente centro di formazione, con oltre 7000 persone l’anno, e consorzio di aziende, con più di 120 tra le più grandi realtà imprenditoriali italiane e internazionali. Poter conoscere i due rispettivi punti di vista e lavorare in funzione di un legame costante e proficuo tra questi due mondi, ci ha consentito di definire alcune direttrici cardine della formazione dei nostri tempi.

Rapporto con il mondo del lavoro, accessibilità per tutti, valorizzazione delle differenze individuali, centralità della persona

Nell’ambito di “Ceo For Life” – iniziativa ideata e diretta da Giordano Fatali – abbiamo avuto modo di portare all’attenzione del Governo questo modello di formazione, sia attraverso il progetto di Open Doors, sia collegandolo all’agenda di lavori del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La formazione deve essere finalizzata all’ingresso nel mondo del lavoro (ne avevo parlato anche qui).

È possibile farlo coinvolgendo le aziende nell’individuazione dei profili professionali, nella progettazione ed erogazione dei corsi, valorizzando anche il ruolo dei maestri di mestiere. Al termine di ogni percorso, le aziende stesse assumono le persone, formate secondo le proprie esigenze. Una volta in azienda, bisogna continuare a studiare: non c’è più un tempo per lo studio e uno per il lavoro! Delle oltre 7.000 persone che si formano in ELIS ogni anno, sono circa 2.500 i giovani che trovano rapidamente lavoro, con un placement del 96%. Lo facciamo anche all’estero con la nostra ONG.

La formazione deve essere accessibile

In ELIS, in un solo anno, oltre 3.600 studenti hanno potuto accedere ad agevolazioni o gratuità. Più di 600mila euro sono stati destinati a borse di studio e prestiti d’onore, anche grazie al nostro partner Banca Prossima. Lavoriamo al fianco di Generation e JP Morgan su progetti di formazione finanziata e coinvolgiamo di volta in volta diverse realtà imprenditoriali nella copertura dei costi. Il collegamento tra formazione e aziende è trasversale: dai progetti di PCTO con le scuole superiori (35mila giovani in 10 anni) ai dottorati industriali, dai percorsi professionalizzanti ai tirocini per ITS. I dati prodotti dal nostro Osservatorio, ci indicano che – laddove non vengono messe in campo soluzioni e misure di accessibilità – aumentano due fenomeni distinti ma collegati tra loro: la dispersione scolastica e la crescita del numero di NEET: 3 milioni di ragazzi che non studiano, non lavorano e non fanno formazione…

L’articolo completo su LinkedIn.

Condividi