Educare genio e talento: incontro con Daniela Lucangeli

La professoressa sta attraversando l’Italia a piedi lungo la via Francigena per il progetto “Scienza Servizievole in Cammino”

Il cammino lungo la via Francigena di Daniela Lucangeli fa tappa a Roma: più precisamente all’ELIS, dove la professoressa di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università di Padova ha tenuto un dialogo con la Senior Hr & Communication Specialist Giada Susca sul tema “Educare genio e talento”.  “ELIS per me è fratellanza – ha dichiarato Daniela Lucangeli –  Proviamo assieme a realizzare un cambiamento congiunto della visione della scuola. Una scuola intesa come capacità di nutrire e tirare fuori il meglio dei ragazzi. Educare genio e talento, per l’appunto”.

Riconoscere genio e talento, per imparare a educarli

Per capire come educare il genio e il talento, bisogna innanzitutto imparare a riconoscerli. Questo vuol dire rinunciare alla tentazione definirli o a giudicarli, incastrandoli in regole e categorie rigide. Piuttosto genio e talento vanno accolti nella loro diversità: “Io non tollero l’idea di intelligenza, genio e talento trattati come se fossero capi di abbigliamento – ha spiegato la professoressa LucangeliNon possiamo valutarli e distinguerli come si fa con i numeri delle scarpe”.

Sarebbe necessario cambiare la scuola basata su un insegnamento “frigorifero”. Un sistema in cui gli studenti sono chiamati a congelare informazioni, piuttosto che a elaborarle. “Oggi i ragazzi vengono invitati a rimanere immobili su spiegazioni uguali per tutti – prosegue Daniela LucangeliNon c’è niente di più mortificante per il genio e per il talento che ciascuno ha in sé. La scuola deve ricominciare a coltivare la divergenza nella convergenza”.  

Per questo l’impegno con ELIS, soprattutto nell’ambito del Liceo TRED: una scuola con focus sulla transizione ecologica e digitale che non cerca un nuovo metodo, ma una nuova forma mentis. Che propone un’idea di insegnamento orientato alla scoperta e al nutrimento delle qualità presenti in tutti i ragazzi.

Raccontare la Scienza lungo la via Francigena

Conclusa la tappa romana, Daniela Lucangeli continuerà a portare avanti per tutta l’estate il suo progetto di “Scienza Servizievole in cammino”: una sfida atletica ancor prima che culturale. La professoressa si è impegnata a percorrere la via Francigena dalla Valle D’Aosta alla Basilicata, per un totale di circa 1.800 chilometri. Durante i tre mesi di cammino sono previste 90 tappe e decine di occasioni di incontro: momenti di condivisione, in cui la Scienza entra effettivamente al servizio della comunità.

“Vogliamo cambiare paradigma – ha concluso Daniela Lucangeli – Vogliamo passare da I cure, io ti curo, ad I care, tu mi stai a cuore. Vogliamo rovesciare l’ottica, vogliamo una Scienza che abbia il prossimo come fine e come soggetto del suo agire”. Questo vuol dire fare uscire la Scienza dal circolo chiuso degli specialisti: portarla in strada, mettendo i suoi strumenti a disposizione di chiunque li voglia scoprire. Da qui l’idea di organizzare incontri pubblici, da seguire in presenza o sui social. Conferenze, congressi o magari spettacoli, che vedono coinvolti protagonisti sempre diversi e che si soffermano su temi specifici.