Torna il progetto dell’ONG ELIS che favorisce l’inserimento dei Minori Stranieri Non Accompagnati
Sostenere l’inserimento sociale ed economico dei MSNA: i Minori Stranieri Non Accompagnati, che risiedono nei Centri di Accoglienza o nelle Regioni Lazio e Sicilia. Questo è il principale obiettivo di Hope – Costruisci il tuo futuro, il progetto dell’ONG ELIS arrivato alla seconda edizione.
“Con Hope lavoriamo per inserire i ragazzi nel mondo del lavoro – commenta Maria D’Ambra, Coordinatore Attività Sociali Italia ONG ELIS – Ma soprattutto per rendere i ragazzi consapevoli delle loro potenzialità. Sono molto giovani, hanno un vissuto particolare e spesso sono un po’ demotivati. Hanno paura di non riuscire a fare niente in un Paese nuovo”.
La formazione è lo strumento principale con cui sostenere il cambiamento, affiancata ad attività di supporto psicologico e a piani di self-empowerment personalizzati. “La cosa più bella è vedere che i ragazzi imparano un metodo – aggiunge D’Ambra – Imparano ad essere puntuali e a relazionarsi con il prossimo. In questo modo è molto più facile che trovino la giusta strada per lavorare, al di là della singola competenza sviluppata”.
Il progetto Hope è realizzato in partnership con Arces, CEDEL, CONSEL e in collaborazione con Lumsa EIS. Risponde agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e sosterrà 30 ragazzi fino al novembre del 2023.
Gli sbocchi professionali di Hope 2
La seconda edizione del progetto Hope è caratterizzata da percorsi di formazione in linea con le richieste del mercato del lavoro dei territori coinvolti.
“I Corsi disponibili riguardano la termoidraulica, la meccanica industriale e la sala bar – spiega D’Ambra – E poi un ulteriore percorso in gestione e creazione di impresa, che potrà essere frequentato dai ragazzi più interessati all’imprenditoria”.
Lo sviluppo di hard e soft skills è soltanto uno degli elementi che caratterizzano i percorsi proposti da Hope. I ragazzi vengono accompagnati in una crescita professionale e personale completa, attraverso piani di sviluppo individuali.
“Un obiettivo chiave del progetto è far sì che i ragazzi possano sostenersi autonomamente una volta che usciranno dal circuito delle case famiglia, con il raggiungimento della maggiore età”, conclude D’Ambra. A ciò si aggiungono l’organizzazione di laboratori pratici e attività di gruppo, e la possibilità di confronto con i tutor secondo il modello “Uno a Uno” ELIS. In questo modo i ragazzi non si limitano a imparare un mestiere. Scoprono anche come sviluppare al meglio la loro capacità di relazionarsi e socializzare in maniera positiva.