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5 Giugno 2024

News TRED – Un Porto ecosostenibile a Capo d’Orlando

Strategie e sistemi utilizzati per ridurre l’impatto ambientale delle grandi navi a motore

La classe II TRED del Liceo Scientifico Dante Alighieri di Matera è stata per una settimana in Sicilia, a Capo d’Orlando, dove ha incontrato i direttori del porto turistico per discutere dei vari aspetti ecologico-ambientali connessi alla gestione delle barche da diporto.

Durante gli incontri formativi si è parlato molto di ecologia, proprio perché l’indirizzo TRED è centrato su questi argomenti. La classe aveva molte perplessità in merito all’ecologia di un porto dove c’è una grande presenza di yatch a motore, ma i direttori sono stati in grado di smentire i pregiudizi, illustrando i sistemi adottati per ridurre l’inquinamento.

Un nuovo sistema per lo smaltimento dei rifiuti galleggianti

In particolare IBL Banca nel 2021 ha finanziato il sistema Seabin: una sorta di cestino galleggiante, installato nel porto, che sfrutta le correnti marine e con cui è possibile trattare circa 25.000 litri di acqua all’ora per rimuovere i rifiuti.

Questo impianto ha permesso negli ultimi tre mesi di raccogliere oltre 253 chili di rifiuti galleggianti, di cui circa il 70% composto da plastiche (bottiglie, tappi, cannucce, contenitori alimentari), microplastiche (frammenti fino a 2 mm di diametro), lattine e mozziconi di sigarette. Il 20% di questi rifiuti è composto da massa organica umida contaminata da rifiuti dannosi quali idrocarburi e frammenti di plastica (soprattutto alghe con plastica), mentre il restante 10% da massa organica umida non contaminata.

Togliere le microplastiche dal mare significa evitare che si disgreghino ulteriormente in nanoplastiche: particelle così piccole che possono penetrare nell’organismo dei pesci, con conseguenze drammatiche per la fauna marina e per la salute delle persone tramite la catena alimentare.

Bandiera blu al porto di Capo d’Orlando

Il porto di Capo d’Orlando ha ottenuto la bandiera blu dimostrando di possedere e rispettare i molteplici criteri richiesti: l’educazione ambientale e la partecipazione attiva a iniziative di sensibilizzazione, il corretto stoccaggio e smaltimento dei rifiuti, la depurazione delle acque reflue, la qualità delle acque, l’accessibilità ad aree pedonali e ciclabili. Ma anche la cura del verde, le attrezzature di salvataggio, i dispositivi antincendio e di sicurezza, la presenza di una vasta gamma di servizi per gli utenti.

Inoltre, in passato, le barche venivano portate a secco in inverno e lavate con idropulitori per togliere incrostazioni e questo faceva si che molti pezzi di vernice e plastiche involontariamente finissero in mare. Oggi questo non succede più, perché le acque del lavaggio vengono convogliate in una vasca che le depura prima di ributtarle in mare.

A cura di: Myriam Porcari, Keisi Lashi, Giuseppe Ricciardi e Federico Caricato

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