Il Liceo TRED è un percorso di formazione della durata di quattro anni, che coniuga la tradizione umanistico-scientifica del Liceo italiano con le conoscenze necessarie a vivere da protagonisti la transizione digitale ed ecologica in atto. Competenze tecnico-scientifiche da cui dipenderanno sempre di più le professioni del futuro, unite a skills trasversali, come maturità emozionale, capacità relazionale, comunicazione verbale e non verbale.
Come descriverebbe in poche parole il Liceo TRED?
“Il TRED è la scuola del come e del perché. Il suo valore aggiunto sta nel trasformare gli studenti in piccoli itineranti: imparano i concetti e i contenuti, ma attraverso una modalità operativa, laboratoriale. Con workshop, learning week, summer camp, summer job, incontri con le aziende: attività che rendono la trasmissione di contenuti esperienziale e coinvolgente”.
Che ruolo hanno le materie tecniche e scientifiche in questo percorso?
“Il Liceo TRED ha una forte curvatura verso la sostenibilità e il digitale. In questo senso, le discipline STEM hanno un ruolo fondamentale. Con esperienze e progettualità, sviluppate attraverso una collaborazione tra insegnanti e aziende, si viene a creare un circuito comunicativo e anche emozionale. Per consentire ai ragazzi di contribuire attivamente ai settori che stanno già guidando la transizione ecologica e tecnologica del Paese“.
In quali attività vengono coinvolti gli studenti?
“Tutte le attività sono pensate per consentire alle nuove generazioni di toccare con mano le materie che studiano e collaborare per raggiungere nuovi obiettivi, insieme. Un esempio? Le giornate della creatività, in cui ogni classe presenta ciò che ha prodotto, spiegandone le basi scientifiche. Ricordo, a tal proposito, con emozione le foto dei primi pomodori coltivati, che vennero accolti e celebrati quasi come fossero figli. Oppure uscite di gruppo, come quella al museo del mare di Milazzo, dove hanno avuto modo di dialogare con un biologo: non volevano più tornare a casa”.
Come cambia il ruolo degli insegnanti in un percorso come il TRED?
“Il TRED ha portato anche noi docenti a interrogarci. Ho imparato che non trasmettiamo solo contenuti, ma anche emozioni, noi stessi. E, specialmente nei momenti in cui la crescita si fa più difficile, per gli studenti è importante relazionarsi con insegnanti che sappiano condividere presenza e passione. Ciò che conta sono le persone, e per questo anche la didattica deve spostare il suo baricentro: dai libri ai ragazzi”.