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16 Ottobre 2025

L’open innovation targata ELIS Innovation Hub entra nella filiera del lusso

Con “Innovation 4 Luxury”, EIH esporta il proprio modello per guidare la transizione digitale del distretto tessile comasco.

Accompagnare la filiera del lusso italiana verso una trasformazione condivisa, sostenibile e conforme alle nuove sfide normative europee. È questo il contributo di ELIS Innovation Hub a Innovation 4 Luxury, il nuovo programma di innovazione promosso  da Fili di Innovazione, una Rete d’Impresa del tessile comasco di cui fanno parte Gentili Mosconi, Isa Seta e Ostinelli Seta, e sviluppato con il coordinamento di Open Advisory, società partecipata da ELIS, e il coinvolgimento attivo di MALV – Manufacture des Accessoires Louis Vuitton come primo associato retista.

A guidare l’approccio è il modello collaudato di co-innovazione già sperimentato con successo dal programma Open Italy in settori come energia, mobilità e manifattura. “Con Innovation 4 Luxury portiamo il nostro metodo in un contesto produttivo nuovo, altamente specializzato, dove la sfida non è solo tecnologica, ma culturale”, ha dichiarato Luciano De Propris, Direttore Open Innovation ELIS.

Il programma punta a introdurre piattaforme e standard condivisi per la tracciabilità dei prodotti tessili, in linea con il passaporto digitale obbligatorio previsto dall’Unione Europea entro il 2026. Una transizione che può avvenire solo attraverso una logica di sistema.

In questo senso, il valore della collaborazione è anche una risposta industriale: “Filiere più digitali e integrate sono oggi una condizione necessaria per tutelare il Made in Italy e rafforzare la competitività nei mercati globali”, ha evidenziato Virginia Filippi, Presidente Open Advisory, sottolineando la necessità di affrontare collettivamente esigenze che da sole le singole imprese non riuscirebbero a sostenere.

Dall’analisi dei bisogni allo sviluppo di soluzioni condivise

All’interno del programma, ELIS Innovation Hub ha il compito di accompagnare le aziende in ogni fase del percorso: dalla raccolta delle esigenze alla mappatura dei bisogni, dallo scouting di soluzioni innovative allo sviluppo di Proof of Concept costruiti su sfide comuni.

Dopo una prima stagione pilota, in cui ogni impresa partecipava esprimendo il proprio fabbisogno di innovazione in maniera autonoma, oggi il focus si è spostato su sfide trasversali e su una visione condivisa. Il cuore della progettualità è rappresentato dalla tracciabilità: serve una piattaforma unica, interoperabile e scalabile, capace di seguire ogni prodotto dalla materia prima al mercato, restituendone l’intero ciclo di vita.

Ma l’analisi ha fatto emergere altri macro-bisogni ricorrenti: la gestione integrata degli ordini lungo la catena produttiva, il monitoraggio dei costi e delle performance, l’ottimizzazione dei flussi e la digitalizzazione della relazione con fornitori nazionali ed esteri.

Un’infrastruttura di innovazione per il Made in Italy

Innovation 4 Luxury è stato presentato lo scorso 17 settembre a Como, durante un evento che ha coinvolto alcune tra le realtà più rappresentative del distretto tessile, tra cui le tre aziende promotrici: Gentili Mosconi, Isa Seta e Ostinelli Seta, insieme ad altri stakeholder della filiera. Il programma nasce da Fili di Innovazione: la rete d’impresa costituita per rispondere alle esigenze di trasformazione digitale del comparto moda e accessori, sviluppata con la regia di Open Advisory.

Il progetto ha l’ambizione di diventare una piattaforma abilitante per l’intero ecosistema: non solo un’iniziativa rivolta ai fondatori, ma un’infrastruttura aperta a tutte le aziende interessate a innovare con metodo, visione e strumenti condivisi.

In questo quadro si inserisce anche la partecipazione strategica di MALV – Manufacture des Accessoires Louis Vuitton, che conferisce al programma una dimensione internazionale e un orientamento industriale orientato alla coerenza di filiera.

Accanto alle attività di innovazione, sono in fase di studio nuove linee di intervento, come la formazione di profili specializzati, la valutazione dei processi produttivi e l’eventuale lancio di una scuola dei mestieri. Un’estensione naturale di un percorso che punta non solo alla trasformazione tecnologica, ma alla crescita strutturale di un settore chiave per l’identità e l’economia del Paese.

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