Rendere il proseguimento dell’attività lavorativa una scelta attrattiva e sostenibile, per i lavoratori e le imprese. Questo il tema chiave dell’incontro che si è svolto oggi presso la sede dell’Accademia INPS di Palazzo Mazzoni a Roma.
Al centro della discussione, la permanenza volontaria al lavoro di chi ha già maturato i requisiti pensionistici come possibile risposta alla carenza di competenze sul mercato, alla necessità di garantire continuità produttiva e al rafforzamento della sostenibilità del sistema previdenziale.
Più di 30 grandi aziende hanno aderito all’iniziativa nell’ambito del progetto “GenerAzione Talento”, promosso dal Consorzio ELIS sotto la presidenza di turno di Silvia Maria Rovere, Presidente di Poste Italiane. Il tavolo di lavoro ha l’obiettivo di elaborare e portare all’attenzione delle istituzioni proposte e strumenti capaci di favorire una vita lavorativa più lunga, sostenibile e produttiva. L’incontro si è svolto con il patrocinio di INPS.
Tra le proposte emerse figurano anche azioni di accompagnamento alla transizione lavoro-pensione, pensate per rendere questa fase più consapevole e pianificata, mettendo lavoratori e aziende nelle condizioni di valutare per tempo le opportunità disponibili. Per gli occupati con un orizzonte professionale ancora lungo, il tavolo lavorerà inoltre in dialogo con le istituzioni all’individuazione di strumenti e possibili interventi normativi per sostenere nel tempo salute, skills e motivazione delle persone, rendendo più sostenibile l’allungamento della vita lavorativa e favorendo un migliore equilibrio tra vita professionale e personale.
Dati, ricerca e sfide future
Le proposte elaborate nell’ambito del progetto saranno supportate da una rilevazione su larga scala all’interno delle aziende aderenti, finalizzata a raccogliere dati, bisogni e priorità dei lavoratori senior, così da costruire una base empirica condivisa per l’elaborazione delle future iniziative. La fase di ascolto prenderà il via nei prossimi giorni e sarà guidata dai Professori Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi, e Vincenzo Galasso, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Ateneo.
Le proiezioni dell’OCSE, presenti nell’Employment Outlook 2025, confermano la portata della sfida. Senza interventi strutturali, entro il 2060 il numero di lavoratori in Italia potrebbe diminuire del 34%, a fronte di una riduzione media dell’8,1% nei Paesi OCSE. Con un’età media di circa 46,8 anni, l’Italia è oggi il Paese più anziano d’Europa e tra i più anziani al mondo. In questo scenario, diventa sempre più urgente valorizzare pienamente tutte le risorse disponibili, a partire dai professionisti senior, ripensando i modelli organizzativi e di sviluppo del capitale umano.