Oltre 50 progetti sviluppati dagli studenti, demo tecnologiche, casi di adozione dell’Intelligenza Artificiale e il lancio di AITO Intelligence Unit. Al Campus ELIS di Roma, l’Innovation Day 2026 ha messo attorno allo stesso tavolo imprese, professionisti e giovani talenti del Corso di laurea in Ingegneria digitale, mostrando come la collaborazione tra formazione e aziende possa trasformare le sfide reali in progetti, competenze e nuove opportunità di lavoro.
“Sono più di 400 gli studenti universitari inseriti ad oggi da ELIS nelle progettualità e avviati nel mondo del lavoro”, ha sottolineato in apertura Luigi de Costanzo, Managing Director di ELIS Innovation Hub. “Molti provengono da aree geografiche lontane dai grandi circuiti della formazione e molti di loro non hanno un background STEM. Questo significa crescita, sviluppo di competenze e capacità di riprogettare il lavoro”.
È questo il punto di partenza dell’Innovation Day il cui obiettivo è mettere alla prova le competenze su problemi concreti. Al centro della giornata sono stati infatti presentati gli oltre 50 progetti sviluppati dagli studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Digitale, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, a partire dalle sfide proposte dalle aziende. Accanto ai lavori degli studenti, il percorso ha raccolto i progetti di consulenza realizzati dai professionisti di ELIS Innovation Hub, le demo tecnologiche e i casi di adozione dell’AI sviluppati insieme alle imprese.
Un’esperienza che, nelle parole di Lorenzo Dozio, Preside della Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione del Politecnico di Milano, ha mostrato soprattutto “competenza, passione e orgoglio”. La competenza necessaria a un ingegnere per risolvere problemi, la passione per arrivare a soluzioni utili e, infine, “l’orgoglio di aver fatto qualcosa che risponde a un bisogno reale”.
Il futuro senza mappe
A parlare del rapporto tra tecnologia, futuro e formazione lo speech di Antonio Ghezzi, Full Professor of Strategy, Entrepreneurship and Digital Transformation del Politecnico di Milano e autore del podcast Spaventevole.
“Il futuro inizia quando smettiamo di temerlo”, ha detto Ghezzi agli studenti del Corso di Ingegneria. A loro ha augurato “una strada lunga”, più o meno come quella percorsa da Ulisse per tornare a Itaca. “Perché la metafora che vale oggi è quella del mito dell’Odissea e non più quella di Dante nella Divina Commedia”. Perché Dante aveva una mappa e una guida, ma oggi nell’epoca dell’AI di mappe ce ne sono ancora poche. E a tracciare nuovi percorsi saranno proprio gli studenti, “nativi digitali”, anzi “nativi ChatGPT”.
Per affrontare questa esplorazione, secondo Ghezzi servono tre strumenti: la metis, cioè l’astuzia, o meglio, la capacità di adattamento; un obiettivo, una meta “che sia più lontana possibile, perché è più importante il viaggio stesso dell’arrivo”; e infine la responsabilità, “responsabilità dell’utilizzatore e responsabilità del progettista”.
Una riflessione che ha trovato un parallelo diretto nell’intervento dedicato alle imprese e alla trasformazione dell’AI. Stefano Nocentini e Leandro Pecchia, rispettivamente presidente e direttore scientifico di AITO Intelligence Unit, hanno posto al centro la stessa esigenza: imparare a orientarsi in un percorso ancora privo di mappe consolidate.
“Il cammino dell’AI in azienda è un cammino lungo e la parola più importante è consapevolezza. Consapevolezza su dove si sta ora, e su dove si vuole arrivare”, ha detto Stefano Nocentini. Un percorso nel quale, come ha d’altro canto sottolineato Pecchia, “oggi non abbiamo benchmark dal passato. Le misurazioni sull’AI dobbiamo farle, oggi su oggi, sul livello di diffusione nelle aziende in modo capillare”.
AITO Intelligence Unit: una mappa per l’adozione dell’AI
È proprio da questa esigenza che nasce AITO Intelligence Unit: per raccogliere e rendere leggibili le esperienze delle imprese, costruire riferimenti comuni e aumentare la consapevolezza sui percorsi di trasformazione dell’AI.
Una community di imprese e professionisti pensata per fotografare lo stato dell’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende e offrire elementi utili a orientare le prossime scelte. Una mappa che si costruisce nel presente, attraverso dati ed esperienze condivise dalla community, per accompagnare una trasformazione ancora in corso.
Lo ha raccontato anche Leonardo Crescitelli, studente del secondo anno di Ingegneria Digitale, parlando del rapporto tra conoscenza umana e AI: “Il limite dell’AI è che non ci dà output su ciò per cui non ha input”. Per questo, ha spiegato, “saper fare le domande giuste diventa fondamentale”. È così che, attraverso l’AI, è riuscito anche a trasferire conoscenze che prima erano nella testa delle persone e renderle utilizzabili per tutti.
Sei aree per trasformare la tecnologia in soluzioni
Il percorso dedicato alle attività di ELIS Innovation Hub ha attraversato sei aree di intervento: AI Generativa e LLM & Agentic AI; Data Platform, Analytics & BI; Enterprise Applications, CRM & Process Digitalization; Computer Vision, IoT & Digital Engineering Industriale; Cybersecurity, Compliance & Risk Management; ELIS Advisory.
Sei prospettive diverse, unite dalla stessa esigenza: portare l’innovazione fuori dalla fase di sperimentazione e dentro i processi delle organizzazioni. Tecnologie, competenze e casi d’uso hanno mostrato così come un progetto possa diventare una soluzione applicabile e misurabile.
Dall’aula all’impresa, il filo conduttore dell’Innovation Day è stato quindi uno: la tecnologia diventa innovazione quando incontra competenze, bisogni reali e capacità di progettare il cambiamento.