Learning Week: una settimana di studio e iniziative, condivisa da tutta la rete TRED

24 Licei coinvolti in focus sull’importanza dell’acqua e di uno studio autonomo e sereno

Oltre 500 studenti collegati da tutta Italia per lezioni intensive e attività collaborative. La Learning Week coinvolge tutte le scuole che hanno aderito alla rete TRED e si pone un duplice obiettivo: trasmettere ai ragazzi un metodo di studio efficace e sensibilizzarli sull’importanza della risorsa acqua.

“Il nostro scopo primario resta accompagnare i ragazzi verso l’età adulta – ha commentato la Project Manager ELIS Arianna Notaristefano – Vogliamo formare cittadini consapevoli, responsabili, pronti ad affrontare le sfide di domani. Da qui l’idea di puntare su una risorsa vitale come l’acqua, ma anche di investire su auto-responsabilizzazione e metodi di lavoro”.

Le lezioni e le challenge dedicate alla valorizzazione dell’acqua sono state organizzate in collaborazione con le aziende Acea, Gori Acqua, Iren e Valore Acqua. Il laboratorio Learning & Innovation Skills “Non studiare di più, studia meglio: guida rapida allo studio che funziona” è stato sviluppato dalla Prof.ssa Susana Sancassani, Responsabile METID Politecnico di Milano.

Cinque step per uno studio più autonomo e sereno

Sviluppare consapevolezza e autoregolazione, nell’apprendimento in classe e nel lavoro da casa. Durante la Learning Week Liceo TRED la Prof.ssa Susanna Sancassani ha sviluppato un laboratorio in cinque step per aiutare i ragazzi a elaborare un metodo di studio equilibrato e soddisfacente.

“Lo studio efficace parte dalla capacità di guardarsi in maniera obiettiva e serena – ha spiegato Sancassani – I ragazzi devono imparare a organizzarsi autonomamente, ma al tempo stesso non devono mai sentirsi soli. La responsabilità individuale deve essere sostenuta da relazioni cooperative e collaborative”.

Per questo motivo gli studenti si sono riuniti in gruppi, per lavorare assieme su input e output diversi. Dall’autovalutazione e l’organizzazione dei compiti, alla capacità di “attaccare” un errore. Fino ad arrivare alla realizzazione di una guida pensata per i ragazzi che frequenteranno il laboratorio  negli anni a venire.

“Scoprire che con la classe facciamo errori simili ci ha aiutato a capire come migliorare tutti insieme – ha commentato Giulia, studentessa del Liceo E. Fermi di Aversa – D’altronde per me il TRED si basa soprattutto su questo. Sul rapporto di fiducia e di confronto che c’è con la classe e i professori”.

Qual è il vero valore dell’acqua?

Le nuove generazioni continuano a dimostrare grande sensibilità verso le tematiche ambientali. Da qui l’idea di chiedere direttamente ai ragazzi di creare un contenuto dedicato all’importanza dell’acqua.

“Le classi si sono mosse autonomamente, seguendo il nostro stimolo di indagare la risorsa acqua nel loro territorio – ha aggiunto Notaristefano – Il plus è stato pensare percorsi in cui le diverse materie di studio si focalizzino sull’acqua. Non solo Storia o Geografia, ma anche Chimica e Fisica”.

È il caso di Riccardo, che con i suoi compagni dell’ISS Galileo Galilei di Ostiglia ha visitato le terme di Sirmione: “La visita è stata qualcosa di unico – ha commentato lo studente – Abbiamo testato le proprietà benefiche di queste acque e abbiamo scoperto come vengono realizzati i fanghi termali”.

Parallelamente sono state organizzate occasioni di incontro e confronto con le aziende partner. Valore Acqua ha parlato ai ragazzi di cambiamenti climatici. Iren ha mostrato come viene analizzata l’acqua domestica, mentre Acea ha tenuto una lezione sull’economia circolare e l’utilizzo delle acque reflue.

In chiusura di Learning Week, gli studenti hanno potuto dare libero sfogo alla loro creatività, cimentandosi con lavori, restituzioni e output anche molto diversi tra loro: dalle presentazioni in PowerPoint ai video TikTok, dai fumetti alle mostre fotografiche.

Questa attività rientra perfettamente nel programma quadriennale dei Licei TRED, che coniugano la formazione umanistico-scientifica con focus dedicati alla Transizione Ecologica e Digitale.

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Tip&Tricks, le Role Model a confronto con docenti e studenti

Mercoledì 27 aprile si è concluso Tip&Tricks, doppio appuntamento di confronto tra studenti e Role Model, organizzato nell’ambito del progetto Sistema Scuola Impresa di ELIS. Lo scopo di Sistema Scuola Impresa è quello di creare un ponte tra scuola e mondo del lavoro grazie al coinvolgimento delle professioniste di oltre 30 grandi imprese aderenti al Consorzio ELIS.

A coordinare l’evento è stata Arianna Notaristefano, Project Manager di Sistema Scuola Impresa 4.0 di ELIS, che continua a lavorare per avere professioniste aziendali sempre più efficaci nel loro ruolo di ispiratrici: “Gli appuntamenti Tip&Tricks prevedono tanti piccoli consigli, che però si rivelano davvero molto importanti. Con questi eventi abbiamo attivato un dialogo tra le Role Model e gli studenti; ma anche tra le Role Model e i docenti, che conoscono come pochi altri i bisogni e le aspirazioni dei ragazzi. Grazie ai feedback e agli spunti emersi sono sicura che prepareremo degli Inspirational Talk sempre più utili per gli studenti. Allo stesso tempo, queste occasioni portano grandissima ricchezza anche alle professioniste delle aziende: intanto perché permettono loro di guardarsi indietro, di pensare a quanto hanno realizzato nella vita. E poi perché, quando si parla con gli studenti, l’arricchimento e l’apprendimento sono sempre reciproci”.

Gli eventi Tip&Tricks hanno previsto testimonianze dirette di docenti e ragazzi protagonisti del progetto, che hanno l’opportunità di confrontarsi con le Role Model coinvolte. Le Role Model sono professioniste aziendali che possono rappresentare un modello ispirazionale per gli studenti. Figure femminili che si sono affermate all’interno di settori a prevalenza maschile, incidendo con entusiasmo e determinazione nei contesti in cui operano. Durante gli Inspirational Talk le Role Model condividono risultati professionali, ma anche esperienze private che hanno contribuito al loro successo.

Le testimonianze dei docenti 

La prima giornata di Tip&Tricks si è svolta giovedì 14 aprile ed è stata caratterizzata da un confronto tra la Community delle Role Model e i docenti ospiti: il professor Angelo Romeo dell’Istituto Tecnico Tecnologico Grassi di Torino, la professoressa Mara De Meo del Liceo Pasteur di Roma e il professor Fabio Tropia dell’Istituto Tecnico Tecnologico Vittorio Emanuele III di Palermo. L’occasione ha permesso alle professioniste aziendali di osservare da vicino il mondo dell’insegnamento: di cogliere tante diverse best practice da portare in aula durante gli Inspirational Talk.

Il professor Tropia si è soffermato sull’esperienza vissuta assieme alle Role Model e sugli effetti positivi avuti da questo intervento sugli studenti: “Se dovessi scegliere tre parole chiave per descrivere questa esperienza di contatto tra scuola e mondo del lavoro direi: Speranza, Consapevolezza e Testimone. Speranza perché le Role Model sono un esempio: sono riuscite nella vita, senza partire da posizioni apicali ma arrivandoci. Consapevolezza perché, grazie a questi incontri, i ragazzi capiscono che un giorno dovranno tenere in mano le redini del Paese. E poi Testimone, perché le Role Model testimoniano tanti valori positivi, ma anche perché questa occasione è un passaggio di testimone: dalle professioniste di azienda ai ragazzi”.

La professoressa De Meo ha sottolineato l’importanza di trasmettere ai ragazzi la possibilità di costruirsi un futuro migliore: “Le mie tre parole chiave? Io dico Orientamento, perché in un Liceo Scientifico i ragazzi spesso hanno confusione sul mondo del lavoro e, più in generale, sul futuro. Dico Prossimità, perché, confrontandosi con le Role Model, capiscono che anche le persone più formate e competenti non sono poi così lontane da loro. E poi dico Sorpresa, perché spesso c’è stupore nello scoprire che tante cose belle sono alla portata di chiunque abbia davvero voglia di farcela”.

Il professor Romeo invece ha analizzato il valore del contatto tra mondo aziendale e scuola: “La prima parola che mi viene in mente se penso a questa esperienza è Curiosità: quella provata dai ragazzi nei confronti di un’azienda esterna che si propone per un confronto. La seconda parola è Soft Skills: perché i ragazzi, grazie a questi incontri, capiscono che lo studio non basta e che, per star bene dentro un’azienda, servono anche tante altre competenze. La terza parola è Apertura: apertura verso il mondo, apertura che amplia gli orizzonti dei ragazzi e la loro visione del futuro”.

Le Role Model hanno poi accolto i suggerimenti dei docenti, per sviluppare Inspirational Talk sempre più coinvolgenti: focalizzandosi sugli aspetti più “concreti” del mondo del lavoro e tenendosi aperte all’idea di potere anche imparare dai ragazzi. Allo stesso modo, i docenti hanno tratto insegnamenti preziosi dalle esperienze delle professioniste d’azienda: la libertà di sbagliare lungo il percorso, la capacità di imparare dagli errori, l’importanza del saper fare rispetto al sapere fine a sé stesso. D’altronde, gli stessi insegnanti possono e forse devono essere dei Role Model per i loro ragazzi: per aiutarli a passare dal semplice studio di materie all’apprendimento di competenze che li accompagneranno per tutta la vita.

La parola ai ragazzi

La seconda giornata di Tip&Tricks si è svolta mercoledì 27 aprile e in questa occasione le Role Model si sono confrontate con tre ragazzi coinvolti nel progetto Sistema Scuola Impresa: Dimitri Canepari, studente dell’ITIS G. Feltrinelli di Milano, Alessia Turco, studentessa del Liceo Pablo Picasso Artistico e Linguistico di Pomezia (Roma) e Antonio Andriolo, studente dell’Istituto Tecnico Tecnologico Vittorio Emanuele III di Palermo.

I ragazzi hanno presentato un video in stile TikTok, con cui si sono presentati e con cui hanno descritto la propria esperienza con le Role Model. Dopodiché hanno raccontato cosa abbia significato per loro questa occasione di incontro con le professioniste aziendali, ma hanno anche offerto spunti e suggerimenti preziosi per allineare gli Inspirational Talk alle esigenze dei più giovani.

Dimitri ha molto apprezzato il coinvolgimento diretto degli studenti garantito dai quiz di fine incontro e ritiene che le Role Model potrebbero dedicare parte dei loro interventi anche alle difficoltà che hanno vissuto durante il loro percorso: “Credo sarebbe molto utile conoscere eventuali storie di disaccordo tra le Role Model e i genitori. Storie di discussioni in famiglia, ma anche storie di scelte sbagliate: fatte per seguire la strada di qualche amico, o magari fatte per seguire le indicazioni di qualche parente. Credo aiuterebbe gli studenti a non scoraggiarsi e ad andare avanti seguendo le proprie convinzioni”.

Alessia ha ringraziato le Role Model, perché le loro testimonianze l’hanno aiutata a fare chiarezza sul percorso di studi da intraprendere dopo il Liceo. Inoltre ha consigliato di dedicare del tempo alle ansie, le insicurezze e le paure dei ragazzi: “Credo sarebbe utile soffermarsi sulla gestione dei sentimenti degli studenti: la loro paura, la loro ansia di affrontare un colloquio di lavoro. Credo che le Role Model potrebbero coinvolgere moltissimo ricordando che anche loro hanno dovuto confrontarsi con emozioni simili”

Anche Antonio ci ha tenuto a sottolineare come gli Inspirational Talk lo abbiano aiutato a sviluppare una maggiore fiducia in sé stesso, insegnandogli, tra le altre cose, a superare la paura di parlare di fronte a tante persone. Il suo suggerimento si è soffermato invece sul mondo del lavoro, che potrebbe venire trattato ancora più dettagliatamente: “Mi piacerebbe che si parlasse anche di stipendi. Credo che molti ragazzi diplomati finiscano con essere sottopagati pur di trovare un lavoro e la scuola non ci forma a dovere su questo argomento, che invece è molto importante da discutere”.

Infine, le Role Model hanno approfittato della presenza dei ragazzi per chiedere loro consigli più mirati, in modo da coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Si è parlato di utilizzo dei video e di presentazioni con colori accesi, ma anche della possibilità di rivolgere domande dirette ad alcuni studenti, in modo da stimolare l’attenzione di tutto il gruppo. 

Olimpiadi della Sostenibilità: il cuore pulsante del cambiamento batte nelle nuove generazioni

“Il progetto è impressionante, per il volume di partecipanti e per l’impostazione, in grado di lasciare una traccia concreta. Questo per noi significa mettere in contatto il mondo delle impresse con il mondo della formazione, costruendo ponti dal valore aggiunto. I ragazzi hanno sperimentato tanti temi particolarmente importanti, tutto ciò che riguarda il prendersi cura del mondo in cui viviamo e di come il digitale cambia il nostro modo di ragionare”, queste le parole di Pietro Cum, Amministratore Delegato ELIS.

È giunto a conclusione, in occasione dell’Earth Day 2022, Olimpiadi della Sostenibilità, un progetto didattico promosso da A2A Life Company ed ELIS per condividere con insegnanti e studenti delle scuole secondarie di II grado i temi della sostenibilità, dell’economia circolare e della transizione energetica.

“Let’s act together!” è lo slogan a cui risponde l’iniziativa, sfida e invito al tempo stesso. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 definiscono, infatti, questo decennio d’azione, in cui è necessario intervenire a livello globale e personale per la salvaguardia del Pianeta.

“Essere una Life Company significa agire responsabilmente nei confronti dell’ambiente e delle comunità e contribuire a creare una cultura condivisa del rispetto e della salvaguardia del pianeta. Con le Olimpiadi della Sostenibilità abbiamo voluto dare voce ai giovani che si sono dimostrati seri e decisi promotori di questo cambiamento culturale”, ha commentato il Dott. Mauro Ghilardi, Direttore People&Transformation, A2A Life Company.

Sfida a colpi di sostenibilità

Quali soluzioni innovative possiamo mettere in atto per migliorare la sostenibilità del nostro ambiente domestico, urbano o scolastico, e avere un impatto positivo in un’ottica di sviluppo sostenibile? La domanda, rivolta da A2A agli studenti delle classi partecipanti, è stata al centro dei lavori presentati per questa edizione delle Olimpiadi della Sostenibilità. A essere coinvolte, sono state 228 scuole e 611 classi del IV anno delle scuole secondarie di II grado di tutta Italia.

Dopo aver ricevuto tutti gli strumenti formativi messi a disposizione, nella prima fase gli studenti si sono sfidati a colpi di video, per proporre la loro idea di sostenibilità. Gli elaborati prodotti sono stati ben trecentottantasette. Una giuria composta da A2A ed ELIS ha poi scelto i 3 video vincitori che hanno avuto accesso alla fase finale delle Olimpiadi:

  • Direttamente alla fonte – classe 4G del Liceo Cosimo De Giorgi di Lecce;
  • 2,2 miliardi – classe 4C dell’Istituto Albe Steiner di Milano;
  • Transizione energetica – Piccoli risparmi fanno grandi ricchezze – classe 4DS del Liceo Giordano Bruno di Albenga.

La seconda fase, svoltasi nelle giornate del 7, 11 e 12 aprile, ha coinvolto i ragazzi delle 3 classi che hanno realizzato i video vincitori nel Creathon, una vera e propria maratona creativa.

“Attraverso il progetto noi studenti abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza”ha raccontato Laura Minonne – Liceo Cosimo De Giorgi di Lecce – “ci siamo avvicinati ai temi della sostenibilità e a come mettere in pratica comportamenti sostenibili.”

Le Olimpiadi della Sostenibilità, che si sono concluse il 22 aprile in occasione Giornata della Terra, hanno visto i ragazzi impegnati a presentare le proprie idee sotto forma di pitch nella fase finale della competizione. Un’occasione per mettersi alla prova con metodologie e competenze che rappresentano un’importante occasione di crescita nel loro percorso formativo.

Gli obiettivi delle Olimpiadi di ELIS e A2A

Le Olimpiadi della Sostenibilità vogliono promuovere, in modo attivo e creativo, il tema della sostenibilità nelle generazioni più giovani, favorendo pratiche virtuose in risposta alle urgenze del cambiamento climatico e della scarsità delle risorse naturali.

Per raggiungere questi obiettivi, è necessario sostenere l’acquisizione di conoscenze su aspetti fondamentali come sistemi ecologici ed economia circolare, puntando a sviluppare spirito critico e comportamenti quotidiani consapevoli, a favore di un futuro più equo, sostenibile e veramente inclusivo per tutti.

ELIS e A2A si impegnano in questo progetto coinvolgendo i ragazzi in attività sfidanti che uniscono il momento educativo a quello pratico, con la possibilità di mettersi alla prova con metodologie concrete e lavoro di squadra.

Dopo il diploma? Riprendono quota le alternative all’università: 1 giovane su 5 baratterebbe la laurea per un lavoro o una qualifica professionalizzante

La pandemia ci restituisce una generazione di giovani intenzionati a smentire le etichette affibbiate loro dagli adulti, che negli anni li hanno descritti con termini come “bamboccioni” o “choosy”. Senza peraltro restituire loro attività di orientamento scolastico degne di questo nome: basti pensare che, alle scuole superiori, il 45% degli studenti ancora non ha chiaro cosa fare dopo il diploma.

Un dato che è preoccupante perché si manifesta in proporzioni simili anche tra le ragazze e i ragazzi che tra poco meno di cento giorni dovranno scegliere cosa fare dopo la Maturità. A segnalarlo è “Dopo il diploma”, la ricerca condotta da Skuola.net su un campione di 3mila alunni delle scuole superiori, in occasione della ELIS Open Week, l’evento organizzato da ELIS – realtà no profit che forma persone al lavoro – per avvicinare le aziende leader nei settori tecnico-tecnologici agli studenti.

Al lavoro sin dai banchi di scuola

La Generazione Z, dunque, sembra non volersi rassegnare a ingrossare le file dei cosiddetti NEET, quei giovani che non studiano e non lavorano. La voglia di mettersi in gioco sin dai banchi di scuola è un elemento molto presente e da non sottovalutare. Pur essendo impegnati nella principale occupazione di studenti, infatti, quasi la metà (45%) dei ragazzi intercettati dall’indagine di Skuola.net e ELIS, racconta che già sta facendo delle “prove tecniche di lavoro”, per crearsi un piccolo salvadanaio o togliersi qualche sfizio: il 26% lo fa nei periodi di pausa dalla didattica (vacanze estive, natalizie, ecc.), il 19% anche durante i mesi di scuola.

C’è chi “investe” sui mestieri digitali

Certo, in 6 casi su 7 si tratta dei classici “lavoretti” (cameriere, baby-sitter, fattorino, ecc.). Ma è significativo che 1 su 7 guadagni puntando su lavori “digitali”, ovvero quelli che sfruttano il web e le nuove tecnologie informatiche. I più diffusi? In rigoroso ordine di preferenze riguardano ambiti come l’e-commerce, lo sviluppo e la gestione di app e servizi online, la gestione di pagine social, il fintech (acquisto/vendita di criptovalute, trading online), l’influencer marketing, il gaming e l’informazione online. Non è raro, quindi, imbattersi in adolescenti che acquistano prodotti griffati da rivendere online oppure in social media manager in erba o in gamer che coltivano account di gioco ricchi di punti esperienza e potenziamenti per poi venderli. Per non parlare dei visibili e molto ambiti influencer sulle varie piattaforme di social media e streaming.

I percorsi alternativi all’università attraggono sempre più studenti

La complicata relazione tra formazione e mondo del lavoro sembra stia iniziando a cambiare, a oltre un anno dall’insediamento del Governo Draghi che ha puntato molto sul rilancio della filiera di istruzione secondaria tecnico-professionale e sulla creazione di percorsi post diploma professionalizzanti, come gli ITS. Circa 1 su 5, subito dopo il diploma, punta proprio ad avere presto un’occupazione: l’8% immettendosi direttamente nel mercato del lavoro, il 10% seguendo un corso – ITS o similare – che gli permetta di specializzarsi ma accorciando il tragitto che porta dai banchi di scuola al lavoro. E, tra quanti hanno invece in programma di andare all’università, una quota simile – il 19%, che tra i maschi sale fino al 26% – cambierebbe idea se venisse a conoscenza di un percorso alternativo capace di garantire ampie possibilità di collocamento e opportunità di carriera. Non mancano poi quelli (il 7%) che sarebbero interessati ad entrare nelle forze armate o di polizia.

In calo l’obiettivo laurea

Di contro, complice forse anche l’incertezza in cui stiamo vivendo negli ultimi tempi, l’obiettivo laurea sembra registrare un calo di appeal. E’ vero che rimane la strada maestra per la metà degli studenti delle superiori, ma la flessione è sensibile: rispetto alla stessa indagine, svolta lo scorso annoben l’11% di studenti in meno è intenzionato a considerare solo ed esclusivamente l’opzione università dopo il diploma. Una ricerca di maggiore “praticità” dai percorsi di formazione che non sembra essere isolata tra i nostri adolescenti, visto che quest’anno per la prima volta i licei hanno registrato una flessione delle iscrizioni rispetto a dodici mesi fa: un fatto storico che non avveniva da una decade.

L’indecisione è un fattore da non sottovalutare

Tuttavia, emerge una preoccupante e diffusa incertezza su quello che accadrà dopo il diploma: 1 studente su 5 immagina che i mesi successivi al suo diploma saranno dedicati alla riflessione sul futuro o addirittura a un anno sabbatico. Mentre 1 su 10 si rifugia nella sempreverde prospettiva di “andare all’estero per tentare la fortuna”. Si tratta di un popolo composto potenzialmente da centinaia di migliaia di studenti che rischiano di perdersi dopo il diploma.

Occorre un patto tra scuole e imprese

“La scuola italiana secondaria ha difficoltà a orientare i propri studenti – sottolinea Gianluca Sabatini, responsabile Marketing ELIS – Lo confermano i dati della ricerca che abbiamo condotto assieme a Skuola.net, soprattutto nel passaggio che vede quasi la metà dei ragazzi intervistati abbastanza o del tutto disorientati riguardo il proprio futuro professionale. Quando, invece, la formazione scolastica dovrebbe sostenere i giovani nel loro progetto di vita, valorizzando le loro propensioni culturali e professionali. È necessario quindi sviluppare una didattica che sia esperienza e relazione. Per farlo, bisogna portare le aziende dentro le scuole e la scuola superiore dentro le aziende. Esattamente l’obiettivo che ELIS persegue da anni attraverso le attività del Sistema Scuola Impresa, tra le quali si inserisce la sua Open week: una settimana ricca di appuntamenti finalizzati a orientare i ragazzi attraverso il confronto con professionisti aziendali, attività laboratoriali e incontri ispirativi con le role model delle imprese del Consorzio ELIS”.

Lo spirito imprenditoriale pervade la Generazione Z

Perché sarebbe un peccato disperdere un capitale umano che sembra pronto a guardare il mondo del lavoro in maniera diversa dai propri genitori ed in linea con le prospettive attuali. Nel Paese dove il posto fisso è uno degli obiettivi principali delle mamme e dei papà per i propri figli, 1 ragazzo su 4 vorrebbe al contrario costruire qualcosa di suo, calandosi nei panni dell’imprenditore. Mentre il 23%, pur non osando aspirare a tanto, si immagina da grande come un lavoratore autonomo per avere più libertà. Solamente il 20% aspira ancora alla sicurezza del “tempo indeterminato”. Tuttavia, di nuovo, non tutti hanno pensato al proprio futuro professionale: il 32% degli intervistati ancora non l’ha fatto. A differenza degli aspiranti capitani d’azienda, la maggior parte dei quali (59%) pensa di avere già in mano l’idea vincente. Mentre 1 su 10 sta già sviluppando la sua impresa insieme a un team.

Fonte: Skuola.net

ESport: le prospettive occupazionali del progetto gaming rivolto alla Generazione Z

Velocità di pensiero, logica, risoluzione dei problemi: sembra un profilo professionale sfidante, vero? Sono invece le competenze agite dai migliori gamers italiani (oggi atleti professionisti!) durante le varie sessioni di gioco, in genere condivise attraverso servizi di streaming che realizzano un altissimo numero di spettatori.

È l’innovazione, bellezza! La trasformazione dei tempi post-moderni che porta con sé anche una trasformazione del “tempo libero”: prima ritaglio ludico e spensierato per adolescenti e giovani, oggi momento formativo per il perfezionamento delle digital skill utili soprattutto nel mondo del lavoro. È evidente un progressivo aumento della presenza dei videogiochi nella quotidianità di milioni di italiani: un vero e proprio consolidamento dei consumi di uno dei più interessanti e innovativi media di intrattenimento.

Oltre 1.600.000 persone seguono, in Italia, eventi ESport più volte a settimana, e l’impatto economico generato dal settore ammonta a 45-47 milioni di euro.

Il mondo del gaming competitivo in Italia è diventato ambito di possibile investimento per le sue potenzialità di crescita: sono perciò nate le ESport Academy, accademie specializzate nell’ambito dei giochi elettronici che propongono partecipazione a tornei, corsi online e lezioni individuali con i migliori gamers: hanno un forte seguito tra i millennial e le generazioni più giovani, forza motrice del futuro.

ELIS ha presentato MCES Italia, società internazionale: durante l’Active Lab dell’Open Week ELIS – tenutosi mercoledì 23 marzo – Tommaso Maria Ricci ha raccontato il progetto MCES al cui centro c’è l’obiettivo di unire l’esperienza sportiva a quella e-sportiva.

“La nostra visione è quella di avvicinare sempre di più il mondo degli eSports allo sport giocato”, spiega Tommaso Ricci. “L’academy è dove avviene la formazione dei giovani talenti sia a livello sportivo che eSportivo, attraverso istituti specializzati che formeranno i giocatori anche a livello fisico.”

Vere e proprie accademie formative: i ragazzi sono accompagnati ad un uso consapevole dei videogames e hanno l’occasione di progredire fino a diventare Pro Gamers.

Quali sono le reali prospettive occupazionali in questo settore? “Stiamo lavorando per sviluppare dei master all’interno del mondo eSports, formando i ragazzi che vogliono lavorare in questo settore, aiutando il territorio e lo Stato a creare nuovi posti di lavoro in settori tecnologici-innovativi che avranno bisogno di figure professionali.”

Un progetto di crescita finalizzato a individuare e qualificare nuovi talenti, valorizzandoli nel mondo del lavoro.

SAFI ELIS in cima alla classifica elaborata da EDUSCOPIO 2021 

“SAFI ELIS si posiziona come ogni anno tra i primi posti in classifica nelle varie categorie di riferimento e conferma il lavoro continuativo che portiamo avanti. Un dato importante è quello sul tasso di abbandono: le ragazze che si iscrivono seguono l’intero percorso con grande interesse e passione. Un successo che condividiamo non solo con le nostre allieve, ma anche con le famiglie che lavorano insieme a noi per un obiettivo comune”. Queste le parole di Silveria De Santo, direttrice dell’Istituto Alberghiero SAFI ELIS

Secondo i dati di EDUSCOPIO 2021, che si propone di valutare gli esiti successivi della formazione secondariaSAFI ELIS si posiziona al primo posto tra gli Istituti Professionali di Romanella classifica Diplomati in regola con una percentuale del 77% e al secondo posto per l’indice di Occupazione e Coerenza, con un tasso di occupazione pari al 59% entro i primi due anni dal diploma.  

Le analisi e i confronti effettuati mettono in evidenza la capacità di istituti tecnici e istituti professionali di preparare e orientare gli studenti a un successivo passaggio all’università o, in alternativa, di avviare l’ingresso nel mondo del lavoro per quanti, dopo il diploma, non intendono proseguire gli studi e vogliono trovare prontamente un impiego.

Il percorso formativo dell’Istituto Alberghiero SAFI ELIS

L’offerta SAFI ELIS prevede un biennio comune e un triennio di specializzazione in Enogastronomia per portare le ragazze al conseguimento del diploma, attraverso esperienze concrete da vivere nei 360 mq di laboratori all’avanguardia, con postazioni di lavoro autonome e strumenti innovativi. 

Un luogo dedicato al confronto, alle idee e al sapere, dove le allieve sono seguite individualmente da insegnanti e tutor, assicurandosi un percorso personalizzato e completo orientato al mondo del lavoro nel settore Ho.Re.Ca

Partecipa ai prossimi Open Day.

Ridurre il divario tra sistema scolastico e mondo del lavoro

Introdotta inizialmente nel 2003, l’alternanza scuola-lavoro è una metodologia didattica che permette agli studenti di affiancare alla formazione scolastica, prettamente teorica, un periodo di esperienza pratica presso un ente pubblico o privato. 

Nel 2015 l’alternanza scuola-lavoro, denominata dal 2019 “Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO)”, è stata resa obbligatoria per tutti gli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. 

ELIS è impegnata in progetti con le scuole dal 2008 quando nasce il progetto NSI (Network Scuola – Impresa) che ha coinvolto circa 400 scuole su tutto il territorio nazionale e più di 6.000 studenti con l’obiettivo di costruire una relazione tra scuole e aziende, facilitare la diffusione tra gli studenti della cultura di impresa e favorirne l’orientamento al lavoro. 

Nel 2016, all’interno del semestre del Consorzio ELIS presieduto da Terna, nasce il Programma Alleanza per l’Alternanza Scuola Lavoro con l’obiettivo di favorire l’innovazione didattica nel sistema formativo italiano, incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti. 

C’è un filo rosso che collega tutte le attività di ELIS e che tiene insieme la storia, la ricerca dell’innovazione e l’attenzione sociale: è il progetto di rintracciare e colmare attraverso la formazione al lavoro quelle distanze che troppo spesso separano i grandi e i piccoli. ELIS cerca di riconoscere queste distanze e di annullarle, proponendosi come ponte tra i due estremi. In ELIS i percorsi PCTO sono pensati per ridurre il divario tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro, avvicinando la formazione alle competenze e ai requisiti professionali richiesti. 

Nell’ultimo anno abbiamo attivato oltre 20 progetti che hanno coinvolto più di 5000 studenti di 140 scuole. Al centro dei progetti di formazione temi come la sostenibilità, l’innovazione e la tecnologia su cui gli studenti hanno potuto esercitarsi a livello non solo teorico ma anche pratico.

329 studenti, 10 istituti tecnici: Terna  

Il progetto PCTO promosso da TERNA in collaborazione con ELIS ha l’obiettivo di contribuire alla crescita dei giovani studenti promuovendo una formazione in linea con le best practice e gli asset tecnologici aziendali.  

In quest’anno scolastico l’iniziativa ha coinvolto complessivamente 329 studenti di classe IV e V di indirizzo elettrotecnica di 10 istituti tecnici dei territori di Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania.  

Gli studenti hanno avuto modo di seguire le lezioni con gli Esperti Terna, visitare virtualmente una stazione elettrica e mettersi alla prova su Project Work reali lavorando in gruppo. Per gli studenti di classe V, inoltre, è stato previsto un modulo di orientamento a cura delle HR Terna.  

“Quando pensi di sapere tutto ma è solo un punto di partenza: attraverso l’esperienza formativa con Terna gli studenti hanno potuto riflettere sull’importanza della formazione continua per disegnare il proprio futuro”. (Prof.ssa Rosa Silletta, IIS Castelli – Brescia)  

3 scuole e 9 studenti coinvolti nella Digital Work Experience: CATTOLICA Assicurazioni

Il progetto con CATTOLICA ASSICURAZIONI si pone l’obiettivo di far acquisire agli studenti maggiore consapevolezza di sé e del proprio percorso di formazione.  

L’iniziativa ha coinvolto gli studenti di classe IV di 3 scuole dei territori di Verona e Roma.  

Durante la Digital Work Experience 9 studenti hanno avuto l’opportunità sia di incontrare i Maestri di Mestiere di Cattolica Assicurazioni che hanno portato nelle aule virtuali la propria esperienza e la passione per il proprio lavoro, sia di sperimentare il learning by doing attraverso workshop sul personal branding e le #softskills.  

Ritengo che gli incontri con CATTOLICA ASSICURAZIONI siano stati molto interessanti, esaustivi e coinvolgenti. Mi hanno orientata maggiormente sulla scelta dell’Università che vorrò fare dopo le superiori e mi hanno aiutata per lo più a capire la strada che voglio percorrere, i miei obiettivi e il lavoro che mi piacerebbe svolgere. Partecipando a questo progetto di PCTO ho acquisito maggiore sicurezza e determinazione”. (studentessa – PCTO IV edizione).

334 studenti e 8 istituti coinvolti: SNAM 

Il progetto Snam Young Energy 2021 ha l’obiettivo di contribuire alla formazione e all’orientamento dei giovani ai mestieri del futuro e di diffondere i valori di Snam. Per la realizzazione del Progetto 2021, Snam ha coinvolto digitalmente 334 studenti di 8 Istituti su 6 territori (Cagliari, Taranto, La Spezia, Bologna, Pescara, Crema, Monza) favorendo l’acquisizione di conoscenze e competenze sul mondo di Snam e le sue linee di business orientando i giovani sull’evoluzione del mondo del lavoro, con un focus sull’importanza della sostenibilità, della transizione energetica e dell’innovazione tecnologica.  

“È apprezzabile l’iniziativa di far conoscere l’attività aziendale di Snam tra gli studenti, di promuovere un nuovo modo di lavorare, di pensare una società fortemente interessata dal cambiamento del pensiero energetico nel mondo e dalla sostenibilità”. Questo il commento di Giorgio Boni, docente dell’Istituto Capellini Sauro di La Spezia che, insieme ai docenti delle altre scuole, hanno partecipato attivamente agli incontri.  

Il percorso con una Gara Fotografica. L’obiettivo? Esprimere attraverso una “immagine simbolo” la loro idea di sostenibilità, rispondendo idealmente alla domanda “Sostenibilità è…”. La foto vincitrice, dal titolo “La biodiversità, ricchezza unica della mia Sardegna”, è stata scattata da Matteo Spanu dell’Istituto Primo Levi di Quartu Sant’Elena (CA). 

147 studenti, 5 istituti tecnici: Face The Next HITACHI RAIL 

«Gli alunni, supportati dai referenti scolastici e aziendali, hanno acquisito preziose competenze che possono spendere immediatamente per l’inserimento nel mondo del lavoro. Speriamo che il percorso possa ripetersi nei prossimi anni per rafforzare il legame esistente tra l’Azienda e la scuola».  

Sono le parole utilizzate dal Prof.  Marateia dell’Istituto Panella Vallauri di Reggio Calabria per descrivere il progetto PCTO “Face The Next” con HITACHI RAIL in collaborazione con ELIS, che nella sua terza annualità ha raggiunto 147 studenti di classe V di 5 istituti tecnici dei territori di Pistoia, Napoli, Reggio Calabria.  

Durante la terza annualità del progetto sono stati realizzati dei Workshop di orientamento a cura dei referenti HR di Hitachi Rail e degli incontri con i Competence Owner di Hitachi Rail con l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti necessari per affrontare le scelte del futuro con maggiore consapevolezza 

47 studenti, 3 istituti scolastici tra licei e istituti tecnici: IREN  

L’obiettivo del progetto “Double Degree” realizzato con Iren è quello di avviare un cambiamento virtuoso della didattica tradizionale attraverso un percorso parallelo innovativo. Come? Con una contaminazione dei saperi che avviene attraverso l’integrazione fra percorsi didattici diversi, la peer education e il learning by doing.  

Il progetto prevede infatti lezioni incrociate a cura dei docenti scolastici di diversi percorsi di studio, testimonianze aziendali a cura dei Maestri di Mestiere Iren e l’elaborazione di due project work. Uno per il territorio di Genova, volto alla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione sulla gestione dell’emergenza e della ricostruzione del Ponte Morandi, con l’obiettivo di creare consapevolezza circa la complessità di gestione di una smartcity. L’altro per il territorio di Torino, che consiste nell’analisi dei dati sulla gestione e sulla raccolta differenziata dei rifiuti nella città e nella provincia di Torino.  

In questa seconda annualità gli studenti di Genova hanno realizzato delle videointerviste a Vigili del Fuoco, Protezione civile, Polizia Locale, Struttura Commissariale del Comune di Genova, al Comitato di quartiere ed a professionisti di Iren coinvolti nell’emergenza e nella ricostruzione. Gli studenti di Torino, invece,  hanno analizzato i dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti urbani associata ai quartieri o ai comuni di residenza degli studenti e stanno realizzando un sito web tematico che include anche le informazioni raccolte.  

7 Istituti coinvolti, 194 studenti raggiunti, 36 ore erogate: Auto Brennero  

I professionisti AUTO BRENNERO, con le loro esperienze e testimonianze hanno contribuito allo sviluppo dei giovani fornendo un supporto all’orientamento. Le attività sono state pensate con lo scopo di trasferire e favorire la conoscenza di best practice e asset tecnologici aziendali e agire da motore di sviluppo e di crescita sia professionale che umana degli studenti.  

«Partecipando a questo progetto ho avuto la possibilità di mettermi alla prova, di capire i meccanismi che muovono l’organizzazione del lavoro e l’importanza del lavoro in Team». (Simone Serafini Studente IIS Corni Modena)  

I ragazzi hanno avuto la possibilità di partecipare a sessioni di formazione on-line e lavorare in team a project work commissionati dall’azienda.  

«Lavorare al Project Work per Auto Brennero commissionato da un’azienda reale, mi ha dato la possibilità di mettere in pratica le conoscenze tecniche acquisite a scuola e sono stato spronato a fare meglio e trovare soluzioni alternative». (Tancini Daniele Studente IIS D’Arco-D’Este Mantova)  

I benefici sono stati riscontrati non solo dagli studenti che hanno preso parte al percorso ma anche dall’azienda: “Con il progetto PCTO abbiamo aiutato voi ragazzi aiutandovi nell’acquisizione di competenze tecniche e trasversali”, afferma Maurizio Leoni Capo Uff.Gest.Formaz.Sviluppo Pers. Autostrada del Brennero SpA | Brennerautobahn AG). “Abbiamo visto studenti e docenti appassionati e questo ha creato un Valore per voi studenti ma anche per noi azienda”.

135 studenti di 4 territori e 5 scuole superiori a indirizzo tecnico economico, informatica e TLC, elettronica, elettrotecnica e automazione: “DHL Express Italia”  

Il progetto DHL Express Italia ha favorito la sensibilizzazione e la formazione dei giovani nelle tematiche della sostenibilità e il loro orientamento nel mercato del lavoro. Il progetto ha, inoltre, contribuito a far conoscere i valori e le professionalità dell’azienda.  

Le attività svolte nell’ambito del progetto sono state:  

·      Formazione dei Maestri di Mestiere DHL e dei docenti scolastici  
·      Eventi di comunicazione e presentazione del progetto @scuola online  
·      Moduli formativi a cura dei Maestri di Mestiere DHL  
·      Lean project work  
·      Colloqui conoscitivi individuali con DHL, per gli studenti delle classi V  

“Il progetto è stato molto interessante e soprattutto l’attività pratica, grazie a cui gli studenti hanno imparato il lavoro di gruppo, la collaborazione, la condivisione e il rispetto delle idee”. (Prof.ssa Paola Ongaro – IIS O. Romero – Albino (BG)  .

171 studenti 5 istituti 5 città d’Italia: OPEN FIBER  

“Ho trovato questo progetto decisamente stimolante per i ragazzi che hanno avuto modo di toccare con mano alcuni aspetti pratici del mondo lavorativo di cui facciamo parte”.  

Così Carlo Gestro, Maestro di Mestiere Open Fiber di Genova, racconta il Progetto PCTO realizzato da ELIS in collaborazione con Open Fiber, che ha coinvolto 171 studenti di 5 Istituti scolastici sui territori di Milano, Napoli, Roma, Genova e Bari. Gli studenti hanno avuto modo di partecipare a incontri tecnici relativi all’architettura di rete e alla progettazione e realizzazione della rete #FTTH, ad incontri sulla comunicazione aziendale e sulle procedure di selezione del personale e di lavorare su una challenge proposta dai Maestri di Mestiere.  

I lavori svolti sono poi stati presentati negli eventi finali. Gli studenti hanno così avuto modo di sviluppare competenze tecniche e allenare le soft skills.  

115 studenti, 2 istituti: CAMPARI GROUP  

Ad accompagnare gli studenti verso il mondo del lavoro c’è anche l’azienda Campari Group.  

“Ho notato nei ragazzi una grande voglia di dimostrare il loro valore. Probabilmente la lontananza fisica li ha resi più liberi di dimostrare la loro inventiva e capacità di costruire valore in autonomia”. Queste le parole di Michelangelo Cavallero, Maestro di Mestiere di Campari Group sul progetto triennale che, in questo secondo anno, ha coinvolto 115 studenti di classi 4 e 5 provenienti da un Istituto di Novi Ligure e uno di Alba. Nonostante le difficoltà e la distanza gli studenti sono riusciti a dare il meglio allenando sia competenze tecniche che trasversali. 

Artifical Intelligence e Data Science: la formazione che guarda al futuro

Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Artificial intelligence del Politecnico di Milano, nel 2020 il 73% di imprese hanno attivato progetti di intelligenza artificiale segnando un cambio di prospettiva e una significativa crescita del mercato.

Investire nella formazione nei settori di innovazione e intelligenza artificiale è un passo necessario per guardare concretamente al futuro del lavoro.

Come fare a diventare protagonisti del cambiamento e non semplici spettatori?

ELIS, con il supporto delle aziende partner, ha dato il via ad un Bootcamp di 12 settimane per specializzarsi nell’analisi dei dati. Il Master in AI & Data Science (MIDAS) si pone l’obiettivo di formare professionisti “T-Shape”, che sappiano analizzare i dati attraverso tecniche di data mining & machine learning, gestire database e big data ed avere ottime conoscenze dei sistemi di business intelligence.

Ilaria, Alfonso, Emanuele e Raffaele sono 4 studenti che hanno preso parte a questo percorso formativo, e hanno deciso di condividere la loro esperienza.

Conosciamoli meglio!

ILARIA LAGANÀ – 26 anni laureata, in Scienze economiche

Ilaria ha 26 anni e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze economiche. Grazie al suo relatore di Tesi si è avvicinata e appassionata al mondo dei dati.

“Mentre concludevo il mio percorso accademico, e mi affacciavo al mondo dei dati, nel quale volevo avviare una carriera, ho scelto il MIDAS. Le tematiche mi incuriosivano molto, ed il percorso proposto mi sembrava completo e concreto. Inoltre, un plus che mi ha fatto scegliere questo Master, è stata la proposta della fase progettuale in una delle aziende del Consorzio ELIS, che mi avrebbe permesso di mettere in pratica, sin da subito, le nozioni apprese”.

Ilaria ha avuto la possibilità di entrare nel team di Data Management di Toyota Motors Italia e racconta a proposito del progetto: “Questa esperienza mi ha permesso di entrare immediatamente a contatto con le necessità di business interne e a sviluppare, quindi, la capacità di trasformare le stesse in strumenti utili all’automatizzazione dei processi e alla visualizzazione dei dati dal singolo concessionario al Top Management”.

Oggi Ilaria lavora come Data Analyst in ELIS e continua la fase progettuale con Toyota Motors Italia in diversi progetti di BI per i loro reparti di business.

RAFFAELE SCOCOZZA – 28 anni, laureato in Ingegneria meccanica

È all’interno del contesto lavorativo che Raffaele Scocozza si è avvicinato al mondo dei dati:

“Le mie esperienze lavorative mi hanno avvicinato al mondo dei dati e mi hanno convinto di quanto sia importante per le aziende poter contare su dati affidabili e saperli tradurre in informazioni utili, per effettuare decisioni consapevoli e migliorare i propri risultati. Così ho deciso di cogliere l’opportunità di investire sulla mia formazione, partecipando con borsa di studio al MIDAS, che aveva suscitato il mio interesse sia per l’esperienza pratica prevista a fine percorso, sia per il gran numero di aziende affiliate al Consorzio”.

L’approccio pratico secondo Raffaele è stato estremamente efficace in quanto gli ha consentito di assimilare, in tempistiche ridotte, i concetti fondamentali e molti dei tool su cui il Data Scientist fa affidamento quotidianamente.

Durante la fase progettuale Raffaele si è occupato di un processo automatizzato (RPA) di estrazione dei KPI mensili di reparto e della creazione di una dashboard di PowerBI, per una nota azienda di Telecomunicazioni.

Attualmente Raffaele ricopre il ruolo di Junior Data Scientist presso ELIS e segue il progetto affidatogli a fine Master, curando le attività di maintenance e di ulteriore sviluppo, oltre che collaborando col team di Data Governance alla stesura di una mappatura dei KPI e dei flussi dati che ne consentono il calcolo.

EMANUELE SILVESTRI – 30 anni, laureato in Ingegneria energetica e nucleare

“Durante una esperienza all’estero come ricercatore bioinformatico, lessi alcuni articoli scientifici che spiegavano come alcuni algoritmi di Machine e Deep Learning fossero stati impiegati per scopi di image detection per fini di tracciamento dell’avanzamento di stati tumorali. Da quel momento capii che l’Intelligenza Artificiale era il campo verso cui avrei voluto investire le mie energie per il mio futuro lavorativo”.

Con queste parole Emanuele descrive il motivo che lo ha spinto a scegliere un percorso formativo in Artificial Intelligence e Data Science. “È stata un’esperienza formativa che non ha tralasciato nessun aspetto, ponendo solide basi teoriche e sviluppando competenze pratiche nei più comuni strumenti e tecnologie utilizzate nella Data Science. Un gruppo di ragazzi, eterogeneo per competenze e background di studio, ma uniti da una stessa comune passione, è stato poi l’elemento che ha reso questa esperienza unica e irrepetibile”.

Emanuele ha lavorato ad un progetto su Customer Behavior per clienti di Tim Vision partecipando ai vari step che portano alla costruzione di un processo ingegneristico automatizzato che possa prevedere future bad experience riguardo la fruizione di contenuti video in streaming da parte degli utenti dei set box TIM. E a proposito del progetto aggiunge: “Ad oggi sono nella fase terminale del progetto, sto ultimando la realizzazione di una dashboard che possa indirizzare i tecnici Tim verso un’azione preventiva mirata nei confronti dei loro clienti con maggiori problematiche”.

ALFONSO CARBONE – 29 anni, laureato in Ingegneria meccanica

Alfonso ha iniziato a sviluppare il suo interesse per le discipline informatiche e per l’automazione dei processi mentre lavorava come ingegnere. “Ho scelto il MIDAS per la varietà di aziende affiliate al Consorzio ELIS e per l’esperienza lavorativa che viene garantita nella fase finale del Master”.

L’aspetto che più gli è piaciuto del Master è il tempo dedicato alla pratica che consente di comprendere gli effettivi utilizzi dei vari metodi in ambito lavorativo. Difatti, ogni fine modulo comprende una fase di valutazione simile a quella che si avrebbe con un ipotetico cliente.

Alfonso ha lavorato allo sviluppo di una Dashboard BI, in ambito Finanziario e Commerciale, per il top management che consente ai manager di visionare le eventuali criticità che si potrebbero generare e agire di conseguenza.

“Attualmente sono Data Analyst in ELIS e sto continuando la fase di progetto con lo sviluppo di una Dashboard ad hoc per i responsabili di Business Unit. Con questo strumento i responsabili possono vedere come avanza il lavoro all’interno della propria unità ed agire efficacemente per raggiungere i loro obiettivi”.

Per avere maggiori informazioni sul percorso e inviare la tua candidatura, clicca qui.

Industrializzazione dei processi nell’Ho.Re.Ca

L’attualità impone un confronto generalizzato legato ai temi della “ripartenza”. È particolarmente attenzionato il rilancio delle strutture d’accoglienza e ricettive: si cerca di innescare consapevolmente un meccanismo industrializzato di innovazione e sperimentazione. Ciò rende necessario anche l’aggiornamento delle competenze tecniche e trasversali, secondo modalità di rinnovamento strutturali approfondite durante il webinar “Innovazione nell’Ho.Re.Ca.? Focus sull’industrializzazione dei processi”, a cura di ELIS e Manpower.

Gli ospiti Marianna Ramacci (HR Director ZS Service), Maurizio Moretti (HR Director Roadhouse), Nicola Michieletto (Chef e consulente strategico nuovi prodotti alimentari e nuove attività ristorativa), Marianna Rascioni (Responsabile del Servizio Ristorazione degenti Campus Biomedico), Oscar Galeazzi (CEO LavoroTurismo.it) e Maurizio Laganà (Recruiting Marketing Manager Gruppo Manpower) hanno dibattuto e approfondito i temi fondanti del settore Ho.Re.Ca., evidenziandone le tendenze attuali e le prospettive future, analizzando il contesto di riferimento e arricchendo la riflessione attraverso la loro esperienza lavorativa.

Adattamento e flessibilità per incoraggiare la ripartenza

È per noi un momento di grande fermento: c’è voglia di ricominciare, si percepisce fortemente nel settore hotellerie.” Lo afferma Marianna Ramacci, che aggiunge: “C’è fiducia e c’è un’aspettativa positiva, nonostante l’assenza di una possibilità di programmazione a lungo termine. Per questo sono necessarie risorse umane – non facili da reperire: personale adattabile e flessibile e da gestire in flessibilità, appunto.” Voglia di vincere lo scetticismo e la paura, per avere una nuova fiducia nel settore della ristorazione e dell’ospitalità. Fiducia da accrescere anche attraverso l’inserimento di capitale umano: da risorse, personale utile per il mantenimento e la gestione dei servizi Ho.Re.Ca., ad importante criterio di investimento per uno sviluppo migliorativo dei processi.

Da Risorse Umane a Capitale Umano: la valorizzazione del personale

Si favorisce un ritorno alla “quasi” normalità: se c’è voglia di ripartenza da un lato, dall’altro però ci si scontra con la difficoltà nel reperire risorse. Maurizio Moretti propone una formula costruttiva per invertire la carenza di organico: “Pensiamo a puntare ad un personale giovane, offrendo un percorso di crescita professionale entro i 30 anni e dove è possibile ricoprire il ruolo di direttore entro due anni dall’assunzione. Deve però esserci il desiderio di mettersi in gioco; noi facciamo valere la nostra impostazione fortemente meritocratica.” Passione, attitudine, voglia di lavorare in un ambiente giovane, voglia di imparare tanto – e imparare ad essere imprenditori, anche. È d’accordo Oscar Galeazzi, che aggiunge: “Oggi le risorse umane hanno più importanza che mai: ci si trova in un’ottica di valorizzazione e di crescita. Avere le competenze porta ad un avanzamento di carriera – le soft skill sono sempre più strategiche. Le competenze tecniche si insegnano, quel che non si insegna è la capacità di stare a contatto con le persone, lavorare in gruppo e di “sorridere”.

L’evoluzione della cucina, così come l’evoluzione della storia, è scandita dai processi di innovazione

Nuove tecniche si affiancano o migliorano le prestazioni del passato, e richiedono però competenze nuove ed elevate. “L’evoluzione della ristorazione ha portato a richiedere delle competenze molto elevate“, concorda Nicola Michieletto. “Sia le aziende, che la mentalità delle persone deve centralizzare la produzione. Va bene avere cura del “cuore” della produzione (l’accoglienza, il sapore del piatto, la bontà del gusto…), ma è richiesto anche un approccio ingegnerizzato e industrializzato dei processi. La tecnologia e l’evoluzione ristorativa porta a iper-specializzarsi con iper-attrezzature.

Employer Branding Strategy: l’innovazione è (anche) digitale

Innovazione non è solo industrializzazione dei processi. Lo sviluppo del settore Ho.Re.Ca. non può prescindere, nella sua fase di modernizzazione, da un ragionato e strutturato investimento sul digitale. Una necessità evidenziata soprattutto da Maurizio Laganà: “Sempre più le aziende devono presentarsi in modo accattivante per intercettare i candidati e conquistare la “Candidate Experience”. Oggi l’azienda non può soltanto formulare un annuncio di assunzione; l’azienda deve industrializzare il proprio processo di ricerca e selezione e definire i propri valori da datore di lavoro, per essere capace di comunicarle all’esterno e mantenere poi le proposizioni di valore. Questo attraverso attività di Employer Branding Strategy”.

Per rivedere l’evento o partecipare ai prossimi webinar: Eventi – ELIS – Ho.Re.Ca Academy

BNL ed ELIS per le scuole

BNL Gruppo BNP Paribas collabora con ELIS dal 2016 con un progetto in continua evoluzione che segue le esigenze degli studenti e degli istituti coinvolti. Il progetto coinvolge ogni anno 30 scuole in tutta Italia (Istituti Tecnici e Licei – Classi IV) con l’obiettivo di formare i giovani su competenze tecniche e trasversali, supportandoli e rendendoli consapevoli delle richieste del mondo del lavoro.

I Referenti BNL Gruppo BNP Paribas, in presenza o a distanza, affrontano con gli studenti tematiche di Comunicazione e Marketing, Cultura finanziaria e bancaria, Orientamento al mondo del lavoro.

BNL Gruppo BNP Paribas offre anche la possibilità di mettersi in gioco con un modulo formativo individuale con esperienza diretta, in presenza o a distanza, presso le Strutture commerciali territoriali, con l’obiettivo di approfondire le professionalità più specialistiche e le caratteristiche organizzative e di gestione del lavoro.

Il modulo formativo individuale con esperienza diretta apre agli studenti un’altra opportunità: il Laboratorio territoriale presso la sede centrale di BNL Gruppo BNP Paribas a Roma. Attraverso questa esperienza gli studenti vivono situazioni lavorative reali sperimentandosi in progetti innovativi di valore per le Scuole, che permettono loro di crescere sia dal punto di vista personale sia da un punto di vista di competenze tecnico specialistiche.


ELIS è impegnata in progetti con le scuole dal 2008, con l’obiettivo di costruire una relazione tra scuole e aziende, facilitare la diffusione tra gli studenti della cultura di impresa e favorirne l’orientamento al lavoro. Nell’ambito dei PCTO – Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, progettiamo insieme alle aziende percorsi cuciti su misura dei giovani, con l’obiettivo di accorciare il gap esistente tra scuola e lavoro.